martedì , 23 maggio 2017
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Gli appunti – Cinque spunti su L’uomo di Schrödinger di Giovanni Marchese

Copertina_LuomodiSchrodinger_Grande

 

1. Una citazione.

 “Sono come quel gatto. Un giorno qualcuno mi ha catturato, intrappolato in un sacco nero e spedito in un altro posto. E sono qui a cercare di capire come tornare a casa”.

 

2. Un’odissea ipermoderna.

 Il mondo raccontato da Giovanni Marchese in L’uomo di Schrödinger è un regno dell’eccesso in cui tutti gli incubi contemporanei inondano una realtà talmente confusa e confusionaria da non sembrare vera.

Il protagonista, l’uomo senza ricordi che in questo mondo sembra essere finito per caso, compie un viaggio attraverso le ossessioni degli anni zero e degli ormai inoltrati anni dieci in un’odissea che trova la mostruosità non in ciclopi e mostri marini ma nella pornografia, nel fanatismo religioso e soprattutto catastrofismo complottista dai contorni paranoidi.

Il romanzo, però, non vuole soltanto essere un catalogo del mostruoso contemporaneo: la ricerca del sé del protagonista costituisce il cuore dell’opera, come testimonia l’uso della narrazione in prima persona; il lettore è immerso nel racconto e vive insieme all’uomo senza ricordi l’impossibilità di fare esperienza, di riflettere su un evento perché già proiettati su quello successivo e quindi destinato a non godere di nulla.

Questo ‘Io di  Schrödinger’ è quindi un Io frammentario, privo di inconscio, incapace di trovare un ordine, di rispondere a dubbi ormai raramente esistenziali, ma sempre più spesso banali e materiali; l’uomo non è più immerso in una gigantesca sala giochi postmoderna ma è semmai prigioniero di una scatola di vecchi giocattoli rotti, privi di valore.

3. Qualche limite.

 Per quanto non manchi di momenti brillanti e spunti ben gestiti, il romanzo ha i suoi difetti: il ritmo volutamente veloce rischia talvolta di svuotare troppo la trama, favorendo una narrazione tutta d’azione a discapito di potenziali intermezzi di distensione che avrebbero giovato alla lettura; nei pochi casi in cui un tentativo di riflessione fa capolino, tra l’altro, lo stile rischia di diventare eccessivamente didascalico o semplicistico, come nel brano dedicato alla spiegazione del titolo (p. 130).

Se da un lato l’opera dimostra una meritevole attenzione per la contemporaneità, talvolta eccede tanto nella volontà di rappresentarla, avvicinandosi un po’ troppo allo stereotipo, quanto nel tentativo di spiegarla che spesso sconfina nel didattico; all’opera mancano dei ‘non detti’, delle informazioni sottintese e lasciate all’immaginazione del lettore.

4. U Sugghiu.

 In L’uomo con di Schrödinger come in Invito al massacro, graphic novel disegnato da Davide Garota, Marchese ha inserito il Sugghiu, misteriosa creatura protagonista di una leggenda della provincia catanese.

Il mostro dev’essere molto caro all’immaginario dell’autore, che sul suo blog lo descrive così: “Una moderna chimera. Un grosso serpente con la testa canina. Una specie di scimmia col corpo ricoperto di viscide squame. Un piccolo anfibio antropomorfo. Un verso metà di asino e metà di porco.”

Questa chimera rappresenta una sorta di Yeti siciliano, con tanto di avvistamenti e discussioni in merito alla sua esistenza pubblicate su blog e forum di  Rodolfo Amodeo

 

5.Per approfondire:

 - Nederlite, il blog di Giovanni Marchese

- Scheda del romanzo

- Giovanni Marchese e Davide Garota, Invito al massacro

- Raffaele Donnarumma, Ipermodernità. Dove va la narrativa contemporanea

 

 

 

 

 

 

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

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