mercoledì , 13 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Frammenti di una parola amorosa

In anteprima, l’editoriale dell’ultimo speciale di Asterischi, presente su Universitinforma- Marzo

frammenti_di_un_discorso_amoroso

 

Ci sono parole che hanno bisogno, più di altre, di essere sottomesse a delle regole di utilizzo. Una di queste è senz’altro la parola amore. Dire che se ne abusa è una sciocchezza di cui sì, si abusa, anche perché in parte falsa. Il mondo si suddivide probabilmente in due metà: da una parte ci sono quelli che la usano a tutti i costi e dall’altra quelli che a tutti i costi non vogliono usarla. Ma, al di là dell’utilizzo, il vero motivo della scrittura, di qualsiasi scrittura, è, ahinoi, legato all’amore. Si tratta, quindi, di una questione puramente formale. Perché nasconderlo, e soprattutto, perché non riposarsi un po’ e parlare d’altro? Ebbene, se tutte le “amore” in eccesso dei sempliciotti fossero distribuite agli stizziti scrittori che non si sporcano le mani con parole così banali, forse si comincerebbe a parlare di giustizia terminologica. Ma in fondo, cosa importa? Una miriade di scrittori ha costruito dei veri castelli di carta senza pronunciare nemmeno una volta la parola amore; un’altra miriade ha fondato la sua scrittura sul non-amore, che è amore in ogni caso; l’ultima miriade, quella che salutiamo, ha fondato il suo amore nella non-scrittura. «L’innamorato parla mediante gruppi di frasi, ma non integra queste frasi a un livello superiore, a un’opera», diceva Roland Barthes; ma noi, almeno per questa vita, ci occupiamo degli innamorati che hanno creato opere, con un po’ di ammirazione forse, o forse un po’ stizziti anche noi.

 

Agata Sapienza, Rosario Battiato

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