martedì , 12 dicembre 2017
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El honor es patrimonio del alma. L’eredità di Calderón de la Barca

Cartel

«El honor es patrimonio del alma» dice don Pedro, protagonista de El alcalde de Zalamea, ed è quello che ci si dovrebbe ripetere allo specchio ogni giorno.

El alcalde de Zalamea è forse, dopo La vida es sueño, una delle opere più conosciute di Don Pedro Calderón de la Barca e, come questa, piena di messaggi ancora validi e spunti di riflessione.

«Chiunque attenti a un atomo del mio onore, per il cielo, lo impiccherei io stesso», tuona il protagonista già nel primo atto.

Pedro Crespo non è un eroe, è semplicemente un padre pronto a difendere la sua famiglia e a punire chi ha oltraggiato sua figlia. Dal primo fino all’ultimo atto dichiara l’importanza che ha per lui l’onore, a prescindere dalle classi sociali. Chiunque avesse attentato alla sua dignità, a quella della sua famiglia, non importava chi fosse o a quale classe sociale appartenesse, l’avrebbe pagata cara.

Diventato da poco alcalde a Zalamea, Pedro Crespo riesce a processare e a condannare a morte don Álvaro, comandante di un battaglione di passaggio per la villa in cui vive, che ha rapito e violentato sua figlia Isabel. La vicenda è ambientata alla fine del Cinquecento ma per certi versi risulta ancora molto attuale. Le premure di don Pedro nei confronti della sua famiglia, il modo in cui educa i suoi figli, rendono questo personaggio paragonabile a un qualunque genitore moderno. Per quanto alcune cose vadano contestualizzate alla Spagna barocca, l’universalità di alcuni valori rende El alcalde de Zalamea una commedia che potrebbe essere vista e apprezzata a teatro ancora oggi, anche da un pubblico non pretenzioso. Gli ingredienti d’altronde ci sono tutti: comicità, desiderio, conflitti, ironia e monologhi pieni di pathos.

Secondo quanto detto da Lope de Vega nella sua riforma del teatro, sul palcoscenico doveva essere rappresentata la vita umana, in tutte le sue manifestazioni. La comedia nueva aveva come proposito, così, quello di essere uno specchio della vita quotidiana e anche ora, come allora, Calderón de la Barca riesce in qualche modo a mettere lo spettatore (o il lettore) delle sue opere di fronte un suo possibile riflesso.

Informazioni su Serena Giorgio Marrano

Serena Giorgio Marrano
Nasce a Napoli il 5 maggio 88. Serena, solo di nome, odia le mezze misure: le sue, nel bene o nel male, sono tutte grandi passioni. Ha una lista di libri e di buoni propositi infinita. Con la testa fra le nuvole rischia di essere a volte un tantino distratta, è molto curiosa e ama il mare.

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