giovedì , 14 dicembre 2017
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Eduardo Mendoza: “Mi interessava il retroscena, come si è generata la guerra civile”

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Pubblichiamo un articolo apparso su El País il 16/10/2010.

 

“Mi piace molto il genere dello spionaggio, quello degli agenti e degli intrighi, le correnti sotterranee delle cose e, senza dubbio, i mesi che hanno preceduto la guerra civile propriamente detta sono un buon scenario per tutto questo.” Così giustifica Eduardo Mendoza l’ubicazione e la tematica del suo ultimo romanzo, Battaglia di gatti. Madrid, 1936, con cui appena 12 ore fa ha ottenuto il 59° premio Planeta.

 

Felice e molto più tranquillo – “non sembra vero, ma ero nervoso, il Planeta ha il suo rituale, con tutta quella quantità di gente notevole e notoria”-, articola un discorso sulla sua prima visita, non che sia marginale, al conflitto bellico del 1936. “Mi interessava il retroscena, l’inizio, come si genera un fatto così”, sottolinea. Già il titolo dà indizi su come l’autore di La verità sul caso Savolta analizza il conflitto civile. “Mi piacciono i titoli scomodi, doppi, come questo; quello della battaglia mi suggerisce un’immagine forte: i gatti cacciano delle unghie che fanno paura, gridano, generalmente di notte in uno stradone buio e la loro lotta è breve e violenta”.

 

Il giovane inglese esperto di arte che avrà la sfortuna di venire a stimare un presunto Velázquez nella primavera del 1936 (“è un mio personaggio tipico: gente che sta fuori e, improvvisamente, si trova immersa in un mondo di cui ignora molte cose, ma non tutte, e con le poche che sa, si adatta e tira avanti”, dice l’autore), si incrocerà nel romanzo (che uscirà nelle librerie il prossimo 5 Novembre) con la figura di José Antonio Primo de Rivera, “interessantissimo, anche se un perfetto stupido”, con “una scarsa bibliografia al di là dell’agiografia del momento”. Le peripezie di entrambi finiranno per creare una trama di suspense ma, allo stesso tempo, per tracciare le grandi linee di una guerra civile a cui, secondo lo scrittore, “bisogna iniziare a cercare un posto fra l’oblio e la presenza costante che alcuni si impegnano a mantenere”.

 

La valenziana Carmen Amoraga si aggiudica la posizione di finalista dietro Mendoza come una ricompensa in più del premio. Il suo La vita intanto è, afferma, “un romanzo sulle seconde opportunità nella vita, su quanto facile sia lasciarsi trascinare dagli errori e su quanto facile sia rettificare”. È sicura del secondo? “Non sono una sociologa e pertanto le mie verità non sono universali ma letterarie, eppure credo che l’importante nella vita sia la volontà di cambiare e di fare il primo passo in quella direzione; la tragedia di una delle protagoniste dell’opera [una madre ripercorre il tormentato rapporto con sua figlia, in coma dopo un incidente] non è il fatto che stia per morire ma che non abbia vissuto bene la vita fino ad allora”. Sì, forse è più grave.

Carles Geli

 


Traduzione di (lc)

 

L’articolo originale:

Eduardo Mendoza: “Me interesaba la trastienda, cómo se generó la guerra civil”

Informazioni su Laura Coletta

Laura Coletta
Classe 1988, Caserta. Laureata in lingue e letterature straniere, si sta specializzando in traduzione letteraria. Vive di grandi passioni, caute aspettative e affetti autentici. Può bastare.

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