venerdì , 21 luglio 2017
Le news di Asterischi

E l’Isola non c’è più – Quando le catastrofi passavano dalla Sicilia

lanubepurpurea

C’era un tempo in cui la fantascienza apocalittica era più democratica. Oggi è d’uopo che le invasioni aliene avvengano in piena Manhattan oppure che i primi edifici a crollare a causa di uno sconvolgimento della crosta terrestre siano il Big Ben, la Torre Eiffel o le piramidi. Forse si tratta, anche in questo caso, di una specie di spread dell’immaginazione, ma vi possiamo assicurare che non è sempre stato così. Perché una volta la distruzione passava prima dall’Italia, anzi dalla Sicilia, per essere precisi.

Matthew Phipphs Shiel, noto scrittore britannico di fantascienza e del soprannaturale, ha scritto il primo, e forse il più bello (almeno per chi scrive) romanzo apocalittico del Novecento. Si tratta de La nube purpurea (1901), un viaggio allucinato in un mondo sconvolto da una nube venefica che ha sterminato l’umanità a eccezione del narratore. Manganelli l’ha definito un libro “matto e rapinoso, un sogno, un delirio, un’allucinazione”. Un libro sfiancante che scava nel lettore e che, ad un certo punto, rende quasi naturale e quieto il continuo stuolo di cadaveri su cui incede il protagonista.

Ad un certo punto del lungo e folle peregrinare per i luoghi della catastrofe Shiel, siamo a pagina 208 dell’edizione Adelphi, pensa bene  di portare il suo narratore in Sicilia con l’intenzione di distruggerne i boschi e le città. Non è una stranezza visto che il protagonista del romanzo, in preda a un delirio di onnipotenza (e pure sconquassato dall’idea di essere solo e padrone del mondo), aveva già distrutto diverse città d’Europa. Ma in Sicilia troverà una sorpresa perché, udite udite, l’Isola non c’è più.

«Ma quando credevo di essere arrivato mi trovai davanti a un orrore, perché non c’era più, l’Italia meridionale, né c’era la Sicilia, a meno che un’isoletta lunga cinque miglia fosse la Sicilia; altro non vidi tranne il cratere di Stromboli ancora fumante».

E non mancava solo la Sicilia, come si accorse terribilmente, ma anche un’altra grande dimenticata dal passato illustre come Napoli.

«…preferivo credere che essi [gli strumenti di navigazione, ndr] malignamente mi ingannavano, o che ero diventato completamente pazzo. Ma no: l’Italia non c’era; alla fine arrivai alla latitudine di Napoli e anche Napoli era scomparsa, inabissata, tutta l’Italia meridionale inabissata; una cosa così mostruosa, che mi lasciò solennemente inebetito e pieno di terrore, e presto spense e gelò ogni malignità nella mia mente, perché ero certo, e lo sono ancora, che ci deve essere in programma e in corso una vasta ridistribuzione della superficie della terra…»

A seguire sarà incendiata Parigi. Niente male sparire prima.

(rrb)

Consigli di lettura: M.P. Shiel, La nube purpurea (clicca per acquistare)

Informazioni su Rosario Battiato

sopravvive soltanto a temperature basse e in ambienti chiusi. Ha studiato Storia, ma ha la tendenza a fare il giornalista e a costruire un pastiche al giorno. Fondatore di Asterischi.

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