martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Dialogo immaginario tra Roland Barthes e Asterischi (lm)

 

 

 

LM: Professor Barthes, lei è famoso per essere stato uno tra i primi veri e  propri studiosi di semiologia, ma si è occupato di quasi tutti i campi dello scibile umano, dal sistema della moda, all’impero dei segni, all’amore. Pensa che oggi, nell’era di internet, della globalizzazione, della comunicazione telematica, ci sia ancora spazio per l’amore?

RB: «Il discorso amoroso è oggi d’una estrema solitudine. Questo discorso è forse parlato da migliaia di individui, ma non è sostenuto da nessuno..»

LM: Ho già fatto cenno al “problema internet”. Molti lo accusano di aver ucciso le relazioni fra persone, affidando a chat, e-mail, social network, il compito di comunicare i sentimenti. Si è davvero perso qualcosa o è semplicemente cambiata la forma, lasciando intatta la sostanza, della comunicazione amorosa? È, o era, così importante la dichiarazione d’amore, qual era il suo ruolo?

RB: «Il linguaggio è una pelle: io sfrego il mio linguaggio contro l’altro. È  come se avessi delle parole a mo’ di dita, o delle dita sulla punta delle mie parole. Il mio linguaggio freme di desiderio. Il turbamento nasce da un duplice contatto.» Ecco, c’è il rischio che questo contatto non trovi un valido sostituto telematico.

LM: Però questa forma di “lontananza” dell’amore c’era già con la lettera d’amore, no?

RB: Anche la lettera, infatti, comporta dei rischi: «La lettera d’amore attende la sua risposta; essa ingiunge implicitamente all’altro di rispondere: se questo non avviene, la sua immagine si altera, diventa altra.» I social network hanno però anche eliminato il piacere dell’incontro, si conosce già il partner prima di incontrarlo, quando non dovrebbe essere così, «nell’incontro, io mi meraviglio per aver trovato qualcuno che, con pennellate consecutive e ogni volta precise, porta a termine senza cedimenti il quadro del mio fantasma; io sono come un giocatore la cui fortuna non si smentisce e che al primo colpo gli fa mettere la mano sul pezzo che va a completare il puzzle del suo desiderio. È una scoperta progressiva (quasi una verifica) delle affinità, complicità e intimità.» Questa scoperta, così fragile e lenta, in continuo progresso, muore con i social network, dove le informazioni sono pronte, alla vista di tutti. Un qualsiasi social network ha poi un ruolo ambiguo, in quanto appare come una «figura amichevole che tuttavia sembra avere la costante funzione di ferire il soggetto amoroso dandogli, come se niente fosse, delle informazioni anodine sull’essere amato, il cui effetto è quello di guastare l’immagine che il soggetto ha di esso.»

LM: Prima di salutare Roland Barthes, vorrei chiedergli un’ultima cosa: le difficoltà dell’amore, al di là dei normali cambiamenti dovuti alla modernità, sono oggi gli stessi di sempre, o c’è una maggiore semplicità nel gestire l’amore?

RB: Anche oggi « sia che voglia dar prova del suo amore, sia che si sforzi di decifrare se l’altro lo ama, il soggetto amoroso non ha a sua disposizione nessun sistema di segni sicuri.»

Nota:

Le citazioni qui riportate sono tratte da Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes, traduzione di Renzo Guidieri, Einaudi 1979.

(lm)

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

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