venerdì , 24 novembre 2017
Le news di Asterischi

Dialogo immaginario tra Orfeo e Asterischi (lm)

Lm: «Non è mai facile trovarsi a intervistare un vero e proprio mito, soprattutto quando si sentono le storie più diverse sul suo conto: Lei è stato e continua ancora oggi a essere vittima della morbosa curiosità degli uomini.»

Orfeo: «Non posso far altro che darle ragione: oltre alla Menadi, le uniche belve che non sono riuscito ad ammansire con la mia voce e la mia lira sono i curiosi, i paparazzi, i divoratori di storie di ogni luogo e tempo. Ci tengo però a dire che non critico tanto quelli che sono stati miei contemporanei o quasi, ma piuttosto chi si ostina a chiamare il mio nome oggi, dopo chissà quanti secoli di distanza da quei tragici fatti.»

Lm: «Perdoniamo quindi Virgilio e Ovidio?»

Orfeo: «Sì, loro li capisco. Ai miei tempi ero un uomo di successo, una star, direste voi. Le mie canzoni erano famose in tutta la Tracia, se non addirittura nell’Ellade intera.»

Lm: «Però mi scusi, ma a questo punto suscita la mia curiosità e quella di chi ci legge. Qual è la verità? Ci sarà, tra tutti quei curiosi, uno che si è avvicinato a capirla…»

Orfeo: «Guardi, le versioni che sono state date della mia storia sono talmente numerose e fantasiose, e si sono espresse in così tante diverse forme d’arte che devo sforzarmi per ricordarle tutte, e probabilmente ne dimenticherei comunque qualcuna. Le sembrerà strano, ma mi vengono in mente soprattutto quelle che più mi hanno posto in cattiva luce.»

Lm: «Allude a Cocteau, immagino…» 

Orfeo: «Cocteau? Sì, ma non solo lui. Anche Pavese e Bufalino, prendendo probabilmente spunto dall’autore francese, hanno insistito sull’idea che io possa essermi voltato di proposito.»

Lm: «Immagino che lei sia ben pronto a negare che sia andata così.»

Orfeo: «Mi dica, lei pensa davvero che un qualsiasi uomo possa anche solo pensare di affrontare un viaggio ai limiti delle possibilità umane, quasi impossibile anche per un dio, per poi rinunciare a tutto volontariamente?»

Lm: «Potrei anche dirle di no, ma gli autori che lei ha ricordato hanno addotto delle possibili motivazioni, riprese poi anche da un suo collega cantautore…»

Orfeo: «Quando venni a sapere della canzone di Vecchioni rimasi sconcertato: mi ferì tantissimo sapere che anche un mio collega avesse deciso di sfruttare la mia storia. L’ha sfruttata doppiamente, tra l’altro, perché quando Tiziano Sclavi si è ispirato a quella canzone per scrivere una storia a fumetti,  Vecchioni ha avuto la splendida idea di fare uno spettacolo teatrale accompagnando la canzone con la proiezione dei disegni. Sembro una bestia d’allevamento: del mio mito non si butta via niente.»

Lm: «Vecchioni e Sclavi non sono stati gli unici a rappresentarla in fumetto, mi pare…»

Orfeo: «Già, c’è anche la versione di Buzzati. Tra i contemporanei, è l’unico che mi ha reso giustizia, dipingendomi come un moderno cantautore e apprezzando il mio sforzo. Certo, non ho proprio apprezzato quel suo insinuare che si sia trattato solo di un sogno, ma facciamo finta di niente.»

Lm: «Capisco la sua voglia di sfogarsi,ma le faccio notare che non ha risposto alla mia domanda: perché si è girato?»

Orfeo: «Che vuole che le dica? Mi sono voltato perché non ho resistito un attimo di più, volevo vederla! Ora la prego, la smetta con le domande, sono stanco e questa storia è una ferita sempre aperta, per me.»

Lm: «Sì, la capisco e le chiedo di scusarmi se sono stato eccessivamente curioso. Prima di chiudere quest’intervista, però, vorrei rivolgerle un’ultima domanda: Se davvero se l’è presa tanto leggendo o udendo quelle ricostruzioni della sua storia, che lei non esita a definire come false e morbose, perché non ha mai denunciato i loro autori?» 

Orfeo: «Perché, mio caro, in fondo, chi più chi meno, tutti loro hanno colto una parte di verità. È davvero sicuro che io sia stato sincero con lei? Non dimentichi che durante la mia vita sono stato poeta e cantautore: inventare le cose, trasformarle per renderle più dolci all’orecchio e al cuore, era ed è la mia specialità, il mio mestiere.

Non trascuri anche un altro dato importantissimo: sono passati così tanti anni che ormai anch’io non ricordo più benissimo il perché di quel gesto fatale. Cosa mi rimane, quindi, da fare, se non reinventare quei momenti? Io e i miei sedicenti biografi non siamo poi così diversi, in fondo…»

 (lm)

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

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