venerdì , 24 novembre 2017
Le news di Asterischi

Dialogo immaginario tra Fernanda Pivano e Jim Morrison

 

Sono una ragazza umile. Sono una vittoriana in cerca di libertà. Sono una beat che ha trovato l’anarchia. Che m’importa del sesso, l’ho ribadito più volte. Che me ne frega del subbuglio. La libertà ha il proprio nome, non diamogliene troppi. Ho girovagato on the road, strade a stelle e strisce, per tanto tempo. Ho ascoltato il richiamo delle menti più brillanti. E ho sognato con loro. Adesso scrivo dall’aldilà, ma il mio compito è rimasto immutato. Sono sempre una ragazza a caccia di poesia.

F. P.: Ci siamo trovati qui, chi l’avrebbe mai detto!, un po’ mi dispiace che tu sia durato appena ventisette anni ed io invece ho superato i novanta. Ma tu guardati, sei un ragazzino e io sembro la tua bisnonna. Almeno sulla Terra avrei potuto essere al massimo tua madre, mica scherzi. Però, dai!, togliti quel broncio, non sei più sul palcoscenico. Ti chiamo James Douglas se ti fa stare meglio. Si comincia?

J. M.: Jim va benissimo. E il broncio mi piace. La gente ha mille facce e per ogni occasione una la si deve pur indossare. Questa mi ha sempre dato sicurezza davanti al microfono.

F. P.: Ma non hai nessun microfono.

J. M.: Ah, no? E questa la chiami intervista?

F. P.: Chiamiamola così: una chiacchierata post mortem. Non abbiamo mai avuto il tempo di farne una sulla Terra.

J. M.: Fernanda, tu mi stupisci. Io non sono morto. Io sono immortale.

F. P.: Touchée. Ah, Jim caro, io invece sono morta e strasecchita, credimi. E allora dimmi, Highlander del terzo millennio, o vogliamo dire più propriamente Re Lucertola, c’è ancora qualcosa che di te non sia stato detto, qualcosa che fuori la tua aura maledetta pulsa come quando eri ragazzino?

J. M.: Credo sia stato detto quello che doveva esser detto. È stato scritto e trascritto quello che ho voluto fosse scritto. La vita e la morte, la pace e la guerra non sono contrari come credi. Spesso sono sinonimi, tanto quanto in me lo sono la sfrontatezza e il pudore. Forse sì, questo è stato tralasciato alle cronache.

F. P.: Ecco a voi Jim Morrison, il genio ribelle, Mr Mojo Risin, un uomo estremamente pudico.

J. M.: Sei una donna cinica, Pivano. Mr Mojo Risin, già che ne parli, è l’acronimo del mio nome, e questa in fondo è una cosa pudica, nasconderti dentro te stesso intendo.

F. P.: Credo di sì, di essere cinica intendo. E tu stai esagerando con le contraddizioni.  Più che pudica, la trovo una cosa magnificamente egocentrica. Ma tutti gli artisti lo sono, tutti conservate in voi contraddizioni estreme ed estrema passione, arrivate ad uccidervi pur di provare la vita. E tu, Jim, non fai eccezione. È vero, sei immortale, e parli ora a una vecchia genovese che invece ha vissuto all’insegna della vita. Solo una domanda, già che questo dialogo è diventato una “Feast of Friends” proprio qui, tra le braccia della “Giant Family” – e scusami, sai, se ho voluto un po’ giocare con le tue stesse parole – : cosa hai trovato “irrompendo dall’altra parte”?

J. M.: “Se dobbiamo avere dei segreti, lascia che a me restino segreti almeno i pensieri.”

F. P.: Lacrime, lacrime, sono sentimentale. Mi hai citata alla grande. E allora finiamo in bellezza: “Se non è un problema, che ne parliamo a fare. Ogni cosa detta significa questo, il suo opposto e tutto il resto. Sono vivo. Sto morendo.”

J. M.: Chapeau. Mi arrendo, hai vinto tu. Stappa il vino novello promesso, e brindiamo al futuro.

 

(db)

Informazioni su Debora Borgognoni

Debora Borgognoni
Nasce a Pavia nel 1980. Dopo il diploma in Lingue Europee, studia fotografia professionale alla John Kaverdash School Academy di Milano e nel frattempo pubblica per Albatros il suo libro d’esordio “Caro diario…”

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