venerdì , 15 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Dialogo immaginario tra Cervantes e Shakespeare

 

 Miguel: «Morire lo stesso giorno, senza saperlo.»

William: «Che interesse avremmo avuto, del resto? Anche se ci fossimo conosciuti, ci saremmo odiati. Io inglese, tu figlio di Castiglia.»

 

Miguel: «Voi inglesi, non vi capirò mai: miscredenti, ma così in grazia di Dio. Del resto, Dio sopporta i cattivi, ma non poi sempre sempre.»

William: «Non è di questo che voglio parlare. Non ha senso, oggi, discutere di ciò che ci ha o ci avrebbe separato, non trovi? Parlami di quelle che furono le tue opere, i tuoi amici, i tuoi avversari.»

 

Miguel: «I miei avversari? Sai bene che ne ebbi molti, troppi. Ma più d’ogni altro ho in odio Lope, chiuso nella sua boriosa presunzione, incapace di ripagare degnamente un amico. Forse mi superò in vita, ma i posteri sì che hanno capito.»

William: «So cosa vuol dire. Sapere di essere il migliore, ma non riuscire a primeggiare. In questo fui fortunato, in fondo, perché il caro Marlowe morì, o scomparve, questo non lo so, nel momento migliore per la mia carriera.»

 

Miguel: «Marlowe? Sì, ricordo questo nome! E ricordo anche le calunnie di qualcuno, riguardo a questo tuo apparire sulla scena proprio mentre lui spariva, quasi come se vi foste dati il cambio, quasi come se tu ti stessi sostituendo a lui, o lui stesse diventando te…»

William: «Alla gente piace fantasticare, soprattutto quando si trova davanti un personaggio come me, schivo e che ci tiene alla sua intimità. Solo questo, e nessun mistero su cui valga la pena investigare, è il motivo per cui di me si sa così poco.»

 

Miguel: «Capisco le tue parole. Sembra che la gente non sappia abituarsi all’idea che i suoi eroi possano essere, in fondo, persone normali.»

William: «È una cosa che non ho mai capito. Non ha occhi uno scrittore? Non ha mani, organi, statura, sensi, affetti, passioni? Non si nutre anche lui di cibo? Non sente anche lui le ferite? Non è soggetto anche lui ai malanni e sanato dalle medicine, scaldato e gelato anche lui dall’estate e dall’inverno come un cristiano? Se ci pungete non diamo sangue, noi? Se ci fate il solletico, non ridiamo? Se ci avvelenate non moriamo?»

 

Miguel: «Sono perfettamente d’accordo. E se volevi mantenere riserbo, hai fatto bene a non parlare troppo della tua vita: Due volte sciocco colui che, svelando un segreto ad un altro, gli chiede caldamente di non farne parola con nessuno

William: «Ora basta, te ne prego. Sono stanco di parlare di questi fatti che ci riguardarono quando eravamo sulla terra.

Che tristezza, essere immortali ed essere comunque morti.»

 

Miguel: « Orbene, a tutto c’è rimedio meno che alla morte, sotto il giogo della quale tutti si deve passare, per quanto, quando la vita finisce, ci dispiaccia

William: «Già. Ora è meglio tornare a dormire, abbiamo parlato abbastanza.

E maledetto colui che disturba le nostre ossa

(lm)

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

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