domenica , 20 agosto 2017
Le news di Asterischi

Dal Superman del 1938 al Batman di Nolan: breve storia dell’evoluzione del supereroe

 

 

 

L’1 giugno del 1938 usciva nelle edicole americane uno strano albetto intitolato Action Comics; il protagonista della coperina era un personaggio destinato a diventare noto a tutto il mondo: Superman.

Come molti dei protagonisti dei fumetti che apparvero poco dopo, il Superman del 1938 incarnava un ideale di supereroe molto diverso da quello che conosciamo oggi: nascosto dietro l’identità segeta dell’impacciato Clark Kent, l’eroe di Metropolis era una sorta di moderna rivisitazione del topos del cavaliere senza macchia e senza paura, privo di angosce esistenziali e pronto a uscire sempre vincente dalla sua lotta contro il crimine.

Per trovare i primi segnali del fatto che, nonostante la vista a raggi x, armature fantascientifiche e mantelli colorati, qualche problema i personaggi dei fumetti dovevano pur averlo, dobbiamo fare un salto di vent’anni ed entrare nella sede della casa editrice Timely Comics – oggi Marvel Comics – nei cui studi un giovane genio di nome Stan Lee creò una serie personaggi  i quali, se non hanno superato la fama di Superman, l’hanno sicuramente eguagliata: Hulk, i Fantastici Quattro, Iron Man, Daredevil, gli X-Men e l’Uomo Ragno.
Gli eroi degli anni Sessanta si presentano in modo estremamente diverso dai loro ‘colleghi’ più anziani: i loro poteri sono spesso forieri di discriminazioni e diffidenza da parte dei normali esseri umani. Oltre a riservare, ovviamente, ampio spazio all’azione, i fumetti firmati di Stan Lee si concentrano spesso sulla psicologia dei protagonisti, i quali rispondono tutti a un semplice ma impegnativo motto: «Da un grande potere derivano grandi responsabilità».

Nel corso degli anni le trame concepite da Stan Lee e dai suoi successori si concentrano sulla necessità di ambientare le storie di Spiderman&Co. in un universo verosimile e non troppo diverso da quello dei lettori. Il Vietnam, le proteste contro il razzismo, il mondo della droga, l’AIDS arrivano a ricoprire un ruolo centrale nelle storie Marvel, offrendo così ai lettori delle trame sempre più cupe che se da un lato rischiano di allontanare il pubblico più giovane, dall’altro permettono ai fumetti a tema supereroistico di avvicinarsi al mondo degli adulti e della letteratura vera e propria.

La svolta definitiva arriva negli anni Settanta, che vedono l’Uomo Ragno perdere l’amata Gwen Stacy durante uno scontro con l’arcinemico Goblin ma soprattutto la pubblicazione di un’opera rivoluzionaria: Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons.

In Watchmen assistiamo a una vera e propria analisi psicologica del supereroe, descritto ora come maniaco del controllo, come un essere senza sentimenti, o addirittura come un pervertito a cui piace girare in calzamaglia, incapace persino di compiere un atto sessuale senza una maschera sul volto. Non potremmo essere più distanti dal buon vecchio Superman.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a due ‘rinascite’ del mondo dei supereroi: da un lato troviamo quella più classica, legata ai fumetti; dall’altro c’è invece quella più innovativa e, se vogliamo più commerciale, ovvero l’arrivo dei supereroi al cinema.

Per quanto riguarda la dimensione fumettistica, la rivoluzione iniziata da Alan Moore ha trovato degni eredi nella nuova generazione di autori di fumetti: Grant Morrison, Brian M. Bendis, Mark Millar e altri scrittori, dopo aver trascorso diversi anni come autori indie, sono approdati alle due maggiori case editrice del fumetto, la Marvel e la DC.

Con storie quasi prive di azione e piene di dialoghi caratterizzati da un linguaggio crudo e realistico, questi autori hanno rivoluzionato definitivamente l’industria del fumetto americano, infrangendo tabù considerati insuperabili: sesso, politica e perfino l’incesto sono temi che non è difficile trovare negli albi che troviamo oggi in edicola.

D’altro canto, la faccia più ‘leggera’ del supereroe si è ormai trasferita al cinema: il film sui supereroi è ormai diventato un genere cinematografico in sé e per sé, con risultati che spaziano dal buon film capace di restituire al lettore il mix d’azione e introspezione psicologica delle storie degli anni Sessanta –  la saga degli X-Men e la trilogia di Batman firmata dal grande Christopher Nolan – a cadute di stile imperdonabili.
Quello che più rende felici gli appassionati è però vedere come anche la critica abbia imparato ad apprezzare questo genere che non ha nulla da invidiare alla letteratura popolare otto-novecentesca e ad autori come Dumas e Salgari; non a caso alcuni scrittori, tra i quali spicca l’italiano Marco Mancassola con il romanzo La vita erotica dei superuomini, sono arrivati a dedicare delle opere a personaggi che, a torto, sono stati a lungo identificati con l’omaccione muscoloso che campeggiava nelle edicole americane del giugno ’38.

 

(lm)

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

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