venerdì , 24 novembre 2017
Le news di Asterischi

Così muore un ateo – To Hitch

Christopher Hitchens se n’è andato. Il grande polemista britannico, ex trotzkista, felicemente cittadino statunitense, si è spento qualche giorno fa per un tumore, dopo una vita eccessiva di parole, battaglie, alcolici e tabacco. All’ideale capezzale dello scrittore, che nella sua carriera non ha mai risparmiato nessuno (neanche se stesso verrebbe da dire), gli amici di una vita come Martin Amis, commilitoni della battaglia antireligiosa come Richard Dawkins e compagni di biliardo, almeno così vuole la leggenda, come Sean Penn. Il nostro Hitch, spirito irrequieto e incarnazione contemporanea di un ateismo illustre e antico per cultura e profondità di pensiero, come tanti altri prima di lui, ha voluto lasciare all’amico e collega Jeffrey Goldberg, celebre firma dell’Atlantic, la difesa della sua memoria da non credente. Del resto non ce ne sarebbe neanche stato bisogno visto il curriculum limpidissimo del nostro. Ma così volle, nel solco della tradizione di altri solenni pensatori. E così puntualmente avvenne, quando in uno degli ultimi articoli pubblicati su Vanity Fair, come riporta Stefano Montefiori sul numero scorso de La Lettura del Corriere della Sera, alcuni giornalisti intravidero i segnali di una specie di avvicinamento sulla strada che conduce a Dio. Chiaramente la clava di Goldberg intervenne non proprio di fioretto, spiegando che, il suo Hitch, Dio non l’avrebbe mai trovato. E anche qualora l’avesse trovato, aggiungo timidamente, non sarebbe comunque stato quel Christopher Hitchens consegnato alla memoria collettiva, ma un suo fratello non necessariamente più debole, ma diverso.

Per me che ho adorato tutte le battaglie di Hitch, anche solo per quel fascino estetico e ipnotico delle sue parole (dal “fascismo dal volto islamico” agli oppositori della guerra in Iraq come “guerrafondai schierati dall’altra parte”), resta la morte simbolica di un uomo che ha voluto ricordare che in fondo, come in uno dei suoi più noti libri, “Dio non è grande”. E il suo corpo è stato il terreno dell’ultima battaglia, perché, da nobile e fine polemista, non avrebbe mai ceduto un centimetro al nemico. Neanche a Dio, che poi del resto se ne infischia dei nostri giochi.

(rrb)

Un bicchiere anche da parte nostra.

Informazioni su Rosario Battiato

sopravvive soltanto a temperature basse e in ambienti chiusi. Ha studiato Storia, ma ha la tendenza a fare il giornalista e a costruire un pastiche al giorno. Fondatore di Asterischi.

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