martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Copertine che inCOLLAno

Invecchiando si impara a giudicare dalla copertina. Questa rubrica di Asterischi è dedicata proprio a loro, perciò cercheremo di non aggiungere troppo a quello che da sole hanno da dire.

 

Qualche settimana fa arriva il comunicato della pubblicazione del nuovo numero della rivista letteraria Colla.

Ebbene, appena entrati sul loro sito rimaniamo letteralmente incollati alla sezione Copertine, che da sole valgono l’intera rivista.

Ve ne proponiamo cinque, nella speranza che almeno voi sappiate andare oltre, sfogliando i racconti che contengono, interessanti quanto le illustrazioni.

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L’ultima “copertina”, di Alessandro Apai, è il frutto della collaborazione fra Colla e Zandegù, una bella casa editrice indipendente torinese, che con Colla ha di certo in comune la simpatia. Invenzioni (im)possibili vi farà sorridere e inventare il vostro universo (im)possibile.

“Il prodotto che offriamo è già tutto nel nome: pelle finta. L’unica opportunità che hai, realisticamente parlando, di tornare a guardarti allo specchio senza scoppiare ogni volta in un pianto dirotto. No, no, no, amica. Non piangere adesso.” (Pellefinta, Barbara di Gregorio)

Colla_10Per la copertina di Davide Baroni, oltre agli scrittori italiani, si affacciano due estratti di due romanzi spagnoli inediti in Italia.

“Il teschio testa muta, che lo andò a trovare, dal quel momento in poi, una notte, dieci notti, mille notti ancora, ogni volta che suo padre e i suoi fratelli si preparavano per uscire a pescare. Il teschio testa muta, teste mute che gli giravano attorno al letto, e gli tiravano il linzolo, e le dita dei piedi, fino a farlo sudare e tremare e battere i denti, fino a fargli salire la febbre alta, mentre la campana rintoccava sorda.” (I pisci, Veronica Galletta)

Colla_10L’autunnalissima copertina di Ilaria Meli appartiene in realtà al numero di Maggio. In questa, e in quelle che seguono, si gioca con il nome della rivista, ed ecco che la colla è ovunque. Due estratti di romanzi e poi via con i racconti, un collage tra stagioni e generi.

“Ero lì con tre persone non conosciute a pensare a quanta poesia può esserci, inaspettata, nelle maglie linguistiche del settore immobiliare.” (Con tutta quella luce, Ginevra Lamberti).

 

Colla_10

Misstendo, così si chiama il creatore della disstesa testa che ha abbandonato un bel corpo di donna. Ma non c’è niente che non possa essere incollato. Il dodicesimo numero di Colla offre una panoramica della narrativa spagnola degli anni 80. La questione è seria, visto che addirittura troviamo la versione spagnola del numero (segno che un po’ sfogliamo anche noi).

“Quello che posso affermare senza il minimo dubbio è che la nostra convivenza non era caratterizzata da quei litigi inutili che forse con un corpo completo ci sarebbero stati.” (Un pezzo di un’altra donna, Matías Candeira)

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Mauro Maraschi mette la colla nel nostro panino stavolta. Ma non per questo non lo mangeremo. Lo speciale di Colla n.10 è dedicato agli scrittori emergenti nati dall’85 all’88. Una scommessa che, al contrario della copertina, non fa colla da tutte le parti!

“Sono rimasto fermo con la pistola puntata. Non so quanto tempo. Di sicuro più di tre ore. Mia madre piangeva, ma io non sentivo niente.” (La versione dell’agnello, Angelantonio Citro)

 

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Informazioni su Agata Sapienza

Agata Sapienza
Dopo studi e peregrinazioni varie non ha ancora capito dove vive, ma legge e traduce sempre e solo dal suo divano.

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