martedì , 25 luglio 2017
Le news di Asterischi

Contro le recensioni (parte 2)

Riportiamo la seconda parte (la prima risale al 10 marzo) della traduzione di un articolo pubblicato sulla rivista americana n + 1 e firmato da  Elizabeth Gumport, prestigiosa giornalista culturale che scrive anche per The New Yorker, The Guardian, The New York Review of Books website.

 

«Dolci, blande lodi cadono dappertutto sulla scena; un’universale, anche se in qualche modo lobotomizzata, piaggeria regna sovrana. Per pura informazione, un catalogo di un editore espanso in qualche modo potrebbe svolgere altrettanto bene il ruolo svolto da molte delle recensioni che appaiono settimanalmente».

Elizabeth Hardwick, The Decline of Book Reviewing, Harper’s, 1959.

La recensione di un libro è, tirando le somme, niente più di un elenco di libri. Le micro/non-recensioni che Woolf e Hardwick descrivono con tanta impertinenza non sono senza precedenti: prima che cominciasse a pubblicare recensioni nel 1751, il Gentleman’s Magazine si limitava a pubblicare i titoli dei libri pubblicati il mese precedente. La recensione periodica, in altre parole, era ed è nulla di più di un tentativo di tenersi al passo con gli eventi del giorno, una selezione di oggetti disponibili al mercato. La cronologia conferisce importanza; la nostra attenzione è attratta dalla novità. Il dato più importante non è la qualità del libro ma il ‘fatto’ del libro, e soprattutto la date in cui è diventato un ‘fatto’.

È arrivato il momento di rendersi conto della vacuità di questa tendenza. Non solo non vogliamo leggere dell’ultimo romanzo di Gary Shteyngart, ma non vogliamo neanche sapere della sua esistenza. La novità non è una proprietà fissa. Dev’esserci un modo meno arbitrario, più ragionevole di incontrare i libri, uno schema organizzativo più indirizzato all’identificazione e la celebrazione dell’eccellenza; un modo che non metta in primo piano le mediocrità solo perché sono mediocrità nuove di zecca. ‘Recente’ non è sinonimo di ‘rilevante’.

Le recensioni sono il prodotto della società protestante e, come il Nuovo Testamento ci dicono che il tempo è infinito. Se si credenell’imortalità dell’anima dopo la morte, non si è portati a ritenere di star sprecando la propria vita sulla terra. Nessuna decisione è quella finale, nessuna parola è l’ultima, dopo ogni momento ne verrà un altro. In una telogia fondata sulla cronologia, c’è abbastanza tempo per tutto, recensioni incluse.

Ma le nostre vite finiranno prima di quanto pensiamo e la nostra gioventù è già passata. L’Io non è una risorsa rinnovabile. Quando non abbiamo voglia di descrivere un libro a qualcuno con cui vorremmo andare a letto, vuol dire che non dovremmo neanche scriverne. È ora di smettere di scrivere – e leggere – recensioni. Le vecchie fedi fanno parte del passato; la nuova era richiede nuove forme.

La soluzione non è quella di garantire un’assoluta autorità per quanto riguarda i giudizi estetici. Vorrebbe dire fare lo stesso errore su una scala più elevata – affidarci al tempo per sapere cosa è importante.

Invece di prostrarci dinanzi al futuro, dovemmo riconoscere alla nostra esperienza il valore che le spetta.

Elizabeth Gumport

 

Traduzione di (lm)

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

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