martedì , 12 dicembre 2017
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Ci vuole molto tempo per diventare bambini

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Ci vuole molto tempo per diventare bambini

«Immaginazione non significa menzogna»: è quanto Joseph, Nouredine e Igor sentono ripetere continuamente dal loro terribile professore, Craistang, che non ha mai provato a svolgere i compiti che assegna ai suoi alunni.

Uno scherzo scoperto a cui segue l’immancabile punizione, un tema da svolgere per il giorno dopo:

«Una mattina ti svegli e ti accorgi che, durante la notte, sei stato trasformato in adulto. In preda al panico, ti precipiti in camera dei tuoi genitori. Loro sono stati trasformati in bambini. Racconta il seguito. […] E niente soluzioni di comodo, per favore; non si tratta né di un sogno, né dei marziani, né dello scherzo di una fata, è la realtà».

In una notte tutto cambia e alunni, genitori e professore vivono le conseguenze del tema che diventa sul serio realtà. A raccontare il padre di Igor, Pierre, morto di Aids per una trasfusione. Seduto sulla sua tomba nel suo pigiama a righe, Pierre sembra l’autore di questa sorta di carnevale in cui le parti si rovesciano. Bambini adulti, adulti bambini.

Chi, da piccolo, non ha mai desiderato crescere tutto d’un colpo e di infliggere ai propri professori-aguzzini gli stessi compiti su cui si è penato la sera prima di un’interrogazione? Chi, da adulto, non ha mai desiderato tornare bambino?

Daniel Pennac, scrittore e professore, mette questi desideri su carta in Signori bambini, un libro di poco meno di duecento pagine che si legge e rilegge tutto d’un fiato. Scorrevole, leggero e profondo quanto basta, Messieurs les enfants, è un inno all’infanzia e al potere dell’immaginazione. A qualsiasi età si ha il desiderio di lasciarsi andare a briglia sciolta, di giocare con una fantasia, di giocare al “facciamo che”, ma non tutti riescono a farlo. «Immaginazione non significa menzogna». Questa frase ricorre in tutto il libro come un mantra. Capita poco dai bambini, ripetuta fino allo sfinimento da un adulto che ha perso la capacità di immaginare e ha bisogno di un aiuto e qualche sberla per sbloccarsi.

-          Igor, Igor… a cosa t’è servito prendere vent’anni tutti in una volta? Cosa sei diventato? Un pirlone incapace di mettere a posto le cose? Tu? Con la tua immaginazione! Solo perché ti sei preso una sbronza, sei andato a puttane e ti sei pestato da vero uomo con Joseph, credi di aver vissuto tutto? Di avere provato tutto? […] Ce l’hai sotto gli occhi la soluzione, da stamattina. […] Una piccola soluzione con la faccia pallida, che chiede aiuto da una vita, non senti? Con una testa che chiede solo di immaginare, davvero ma che non può! […]

-          Crastaing.

-          Chi altri? È stato lui a darvi il tema, sta a lui svolgerlo.

-          Ma l’ha già fatto, il tema!

-          L’ha cannato, Igor! Deve rifarlo! Non vedi che l’ha cannato? […] Non ha scritto un bel niente in biblioteca, ha copiato tutto! […] E non è mica il solo ad averlo cannato. Sono in molti a essere amputati della loro infanzia, spinti prematuramente alla corsa alle ambizioni, programmati sin dall’ovulo, operativi sin da subito, professionali dalla culla, li troviamo a capo dei Governi, delle Gigantesche Imprese, dei Laboratori Monumentali, delle Banche Mondiali di questo, dei Fondi Monetari di quello, Amministratori di Astrazioni, Grandi Faccendieri di Risorse Umane, ‘per nulla emotivi’ che se ne vantano. […]

-          Ti sbagli, papà, Crastaing non è come dici. Non è né un banchiere, né…

-          Perché l’hanno cannato. Non l’hanno svuotato completamente. Devono avergli lasciato un pezzetto di cuore, un residuo d’infanzia, un tocchetto di gratuità che tiene duro! Sono in tanti nelle sue condizioni. La stragrande maggioranza, in realtà. Non è facile svuotare totalmente un bambino. E quell’avanzo di umanità fa di loro le persone più infelici della terra. Ma insomma, Igor, guardalo, il tuo Crastaing, non vedi che soffoca, che ha l’intuizione di qualcosa, che non è nessuno e reclama se stesso! È tornato piccolo, Igor, ha un’altra occasione da cogliere, dovete dargliela! […] Rimpinzandolo di infanzia fino al midollo, una volta e per tutte! […] mi sembra che tutti voi oggi siate i più indicati per informarlo, no?

Il professore viene messo di fronte ai suoi limiti. Limiti di adulto che possono essere sconfitti solo grazie l’aiuto dei suoi tre alunni ribelli. Quelli che ha punito, quelli che lo detestano. Il professore deve riscrivere il tema. Senza copiare. Senza cannarlo. E tutto prenderà una piega diversa, una piega migliore: per il professore, per i suoi alunni e anche per le loro famiglie.

Daniel Pennac, Signori bambini, Feltrinelli, Milano, 2001.

 

 

Informazioni su Serena Giorgio Marrano

Serena Giorgio Marrano
Nasce a Napoli il 5 maggio 88. Serena, solo di nome, odia le mezze misure: le sue, nel bene o nel male, sono tutte grandi passioni. Ha una lista di libri e di buoni propositi infinita. Con la testa fra le nuvole rischia di essere a volte un tantino distratta, è molto curiosa e ama il mare.

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