martedì , 27 giugno 2017
Le news di Asterischi

Chopin e/è l’alfabeto della Musica

Assenza di esibizionismo:
«L’assenza di qualsiasi tipo di esibizionismo, la sonorità estremamente ridotta e la totale rinuncia alla seduzione timbrica ci obbligano a una profonda revisione dell’immagine sonora che abbiamo della sua produzione.» (Luca Chiantore)

Ballata :
«Tanto per la sua cura e l’intenso melodismo come per la ricchezza armonica della scrittura, la collezione delle quattro ballate di Chopinconforma uno dei cicli più rotondi, interessanti e ricchi di tutto il pianismo romantico. Per molti melomani rappresenta inoltre la più bella e più originale delle sue creazioni.» (Justo Romero)

Cratere nell’Oceano:
«
L’opera di Chopin è profonda e violenta come un cratere nell’oceano. Con la sua musica ha abbellito e nobilitato tutto. Nelle interiora della terra polacca ha scoperto pietre preziose con le quali ci ha costruito un tesoro. » (Jan Paderewski)

Do maggiore:
«Lo studio in Do maggiore è uno dei più difficili e virtuosistici della collezione. (…) Mai prima d’allora erano stati eseguiti sulla tastiera arpeggi tanto aperti come quelli che appaiono in questi pentagrammi. D’altra parte, la grande apertura della mano e i suoi conseguenti movimenti laterali obbligavano – e obbligano – ad abbandonare la posizione convenzionale della mano sulla tastiera…» (Justo Romero)

Eleganza quasi sospettosa:
«Era un uomo minuto, di un’eleganza quasi sospettosa, statura poco più di un metro e mezzo e circa 45 Kg di peso, che spendeva più in vestiti, guanti e cocchiere che in libri o musica…Tuttavia, dietro questa apparenza equanime si nascondeva uno dei maggiori rivoluzionari della storia della musica.» (Jeremy Siepmann)

Fantasia:
«Quando appaio in scena davanti alle signore del pubblico e suono la mia Fantasia su temi polacchi, mi sento perfettamente, l’orchestra mi intende e il pubblico ci comprende entrambi.» (Chopin)

Genio e Impegno:
«Chopin potrebbe pubblicare qualsiasi cosa senza firmarla; le sue opere si riconoscono sempre. Questa osservazione include tanti elogi quanti rimproveri: gli uni per il suo genio, gli altri per l’impegno. (…) E sebbene la sua fama sia sufficiente immortalare il suo nome nella storia moderna dell’arte, la sua opera resta limitata allo stretto ambito della musica per pianoforte, quando, con le sue qualità potrebbe arrivare ad una altezza più elevata, e da lì esercitare un’immensa influenza nel progresso generale della nostra arte.» (Robert Schumann)

Ingiusto:
«…di spirito chiuso, indifferente alla letteratura e alle altre arti, si interessa solo alla musica, all’interno della quale si mostra appassionatamente ingiusto. Non si sforza di capire agli stranieri, malgrado siano suoi amici e ammiratori, come Schumann e Berlioz. Odiando i prussiani e non potendo sopportare gli inglesi, non comprende la metà del mondo e non fa niente per comprenderla.» (Romain Rolland)

Linguaggio personale:
«Chopin esplora e sviluppa le risorse del piano – del nuovo piano romantico – fino ai sottili mondi espressivi che richiamano la naturalezza artistica e il suo virtuosismo. Questa confluenza, alimentata dal successo e dal riconoscimento, sarà la base di un linguaggio personale e assolutamente innovatore, che spianerà il cammino al grande splendore che tanto nelle sale dei concerti quanto nelle tavole di lavoro dei più illustri compositori, sperimenterà il pianoforte. » (Justo Romero)

Mazurca:
«Per comprendere quello che Chopin ha saputo dare alla mazurca con la sua tastiera iridata, è necessario aver visto ballare la mazurca in Polonia; solo lì si può cogliere quello che questa danza racchiude di altezzoso, tenero, provocante.» (Ferenc Liszt)

«…le mazurche di Chopin sono il vero passaporto della sua anima in un mondo sociopolitico di sogni movimentati» (Wilhelm von Lenz)

Notturni:
«Il carattere libero, meditativo e incline alla fantasia del notturno si convertì così nel veicolo ideale dell’espressione più interiorizzata e suggestiva del compositore polacco.» (Justo Romero)

Opera musicale:
«Chopin non scrisse veri e propri concerti, alla stregua di Mozart, e ancor meno alla stregua di Beethoven. I suoi concerti sono opere per pianoforte con accompagnamento orchestrale. Le parti soliste erano scritte da un genio che maturava rapidamente, mentre le parti orchestrali erano frutto di uno studente avvantaggiato.» (Ronald Crichton)

Purezza:
«Chopin è uno dei compositori più puri, di buon gusto che siano mai esistiti. La più rotonda negazione della volgarità.» (Jesús Bal y Gay)

Qualcosa di più:
«Chopin aveva già smesso di interessarsi, negli anni in cui viveva ancora a Varsavia, alla scuola pianistica di quel tempo; aspirava a qualcosa di più e si sarebbe distinto dagli altri pianisti.» (Julian Fontana)

Rispetto:
«Nel mio appartamento troverete molte partiture, più o meno degne di me. Ripartite i manoscritti finiti tra i miei amici. I pezzi inconclusi, in nome dell’amore che mi portate, per favore, bruciateli tutti (…), senza eccezione, perché ho troppo rispetto del mio pubblico e non voglio che tutte le opere incomplete e che non siano degne di lui circolino per colpa mia e sotto il mio nome.» (Fryderyk Chopin)

Sonata:
«Suono. Scrivo. Della mia Sonata per violoncello e piano gioisco e mi struggo. La butto via in un angolo, poi la prendo di nuovo.» (Fryderyk Chopin)

Tarantella:
«La tarantella rappresenta una delle poche incursioni di Chopin nella musica estranea al folklore polacco. (…) Nella Parigi di quei tempi imperava la moda dell’ “italiano”…(…), il ritmo agile, appiccicoso e leggero della danza popolare del sud Italia attirava particolare simpatia.» (Justo Romero)

Unico:
«Cura i suoi  piani in modo tale che non ha mai bisogno di usare un forte violento per produrre i contrasti desiderati. Non si sente, grazie a questo, l’assenza degli effetti dell’orchestra che esige la scuola tedesca di piano, ma ci si lascia trascinare da lui, come se fosse un cantante poco preoccupato dall’accompagnamento e che si abbandona ai suoi propri sentimenti. In definitiva, è unico al mondo tra i pianisti.» (Ignaz Moscheles)

Valzer:
«I valzer di Chopin hanno, al di là del carattere tradizionale del valzer, quel marchio inconfondibile che si può trovare solo nelle sue composizioni. È come se con il suo sguardo di grande artista comtemplasse i ballerini per pensare ad altro. Sono opere che sembrano improvvisate in piena sala da ballo.» (Robert Schumann)

Zenit:
«Il pubblico è stato sottomesso dall’ammirazione e dall’estasi; Chopin ha raggiunto il suo zenit.» (Léon Escudier)
(as)

Informazioni su Agata Sapienza

Agata Sapienza
Dopo studi e peregrinazioni varie non ha ancora capito dove vive, ma legge e traduce sempre e solo dal suo divano.

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