martedì , 23 maggio 2017
Le news di Asterischi

Chiedi chi era Roberto Roversi


«Appartengo alla schiera, non folta, convinta non solo che si possa ma che si debba morire per la così detta “patria”, itala tellus, Vaterland.
Naturalmente, a Maratona, alle Termopili, a Salamina, a Curtatone e Montanara, sul Piave.
Obiettano: “Anche adesso che i confini sono scomparsi o fluttuanti come le onde del mare?”.
Rispondo: “La pace universale è l’utopia sovrana e solenne dei vecchi sapienti, e solitari, assisi davanti alle grotte delle alte montagne.
Dunque questo testo è un canzoniere d’amore incattivito da una rabbia rabbiosa per un tradimento che è in atto ma che deve passare.»

Da Trenta miserie d’Italia

 

«Se tanti dicono addio al povero vecchio operaio

e lo soffiano via come polvere da un vecchio armadio in un solaio

noi invece diciamo che è pronto a stringersi mano con mano

e per la grande pianura riprendere ancora a fischiare»

Da Quel fischio sopra la pianura, incisa da Fabrizio Moro con musiche di Gaetano Curreri.

 

«Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari,

la gente arriva in mucchio e si stende sui prati,

quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari,

la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore

e finalmente quando sente il rumore

salta in piedi e lo saluta con la mano,

gli grida parole d’amore,

e lo guarda scomparire

come guarda un soldato a cavallo,

a cavallo nel cielo di Aprile!»

Da Nuvolari, scritta con Lucio Dalla.

 

 

«Dopo le ferie d’agosto,
non mi ricordo più il mare.
Non ricordo la musica,
fatico a spiegarmi le cose.
Per restare tranquilla,
scatto a mia nonna le ultime pose
chi erano mai questi Beatles?

Voi che li avete girati nei dischi e gridati
voi che li avete aspettati ascoltati bruciati e poi scordati
voi dovete insegnarci con tutte le cose
non solo a parole
chi erano mai questi Beatle?s»

 

da Chiedi chi erano i Beatles, scritta per gli Stadio.

 

Nota:

«Il 12 dicembre del 1969, terminata la lezione (ero al terzo anno di università a Milano) presi il tram per tornare a casa. In tram leggevo Dopo Campoformio di Roberto Roversi, uscito da Einaudi nel 1962 e preso in prestito alla biblioteca. Senza alcuna guida stavo colmando i vuoti, scovavo i libri come un rabdomante. Ad un tratto il tram si bloccò, si bloccarono tutti i tram di Milano e gli autobus e le macchine. Correvano solo le ambulanze. La gente dovette scendere e continuare a piedi, senza sapere perché. Si diceva di una fuga di gas, che fosse scoppiata una banca. La nostra memoria personale è connessa alla memoria collettiva per i tramiti più vari. Per me quel giorno è il libro di Roversi. Un libro sul quale sarei tornato tante volte negli anni successivi. Quella “liberazione” tradita: Campoformio come metafora della Resistenza scempiata…»

da Per Roberto Roversi di Franco Buffoni.

Partigiano e poeta, condivise con gli amici Leonetti e Pasolini l’avventura della rivista Officina, considerata ancora oggi una tra le migliori riviste mai pubblicate in Italia.

Noi di Asterischi vogliamo però ricordarlo soprattutto per il suo lato più giocoso, quello che lo ha spinto ad appassionarsi alla musica pop e a scrivere canzoni per Lucio Dalla, gli Stadio e, in tempi più recenti, per il giovane Fabrizio Moro. Roversi era un autore eccezionale, un vero genio dimenticato dalla critica, dal pubblico e soprattutto dalla grande editoria, che dopo averne pubblicato le opere negli anni di maggior successo, ha finito per evitare ristampe e nuove edizioni. Speriamo che almeno dopo la sua morte qualcuno abbia voglia di riscoprirlo, leggerlo e amare i suoi versi e le sue storie.

(lm)

 

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

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