venerdì , 18 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Wystan Hugh Auden (21/02/1907)

« NINNANANNA

Posa il capo assopito, amore mio,
umano sul mio braccio senza fede;
tempo e febbri avvampino e cancellino
ogni bellezza individuale, via
dai bambini pensosi, e poi la tomba
attesta che effimero è il bambino:
ma finché spunti il giorno mi rimanga
tra le braccia la viva creatura,
mortale sì, colpevole, eppure
per me il bello nella sua interezza.

Anima e corpo non hanno confini:
agli amanti che giacciono sul suo
tollerante declivio incantato
in preda al deliquio ricorrente,
solenne la visione manda Venere
di soprannaturale armonia,
di universale amore e speranza;
mentre un’astratta intuizione accende,
in mezzo ai ghiacciai e fra le rupi,
dell’eremita l’estasi carnale.

Passano sicurezze e fedeltà
allo scoccare della mezzanotte
come le vibrazioni di campana,
e forsennati alla moda lanciano
il loro pedantesco, uggioso grido:
il costo fino all’ultimo centesimo
- sta scritto in tutte le temute carte -
andrà pagato, ma da questa notte
non un solo bisbiglio, né un pensiero,
non un bacio o uno sguardo sia perduto.

Bellezza muore, e mezzanotte, ed estasi:
che i venti dell’alba, mentre lievi
spirano intorno al tuo capo sognante,
mostrino un giorno di accoglienza tale
che occhio e cuore pulsino e gioiscano,
paghi di un mondo, il nostro, che è mortale;
meriggi di arsura ti ritrovino
nutrito dei poteri involontari,
notti di oltraggio ti lascino andare
sorvegliato da ogni umano amore. »

« LA VERITÀ, VI PREGO, SULL’AMORE

Dicono alcuni che amore è un bambino,

         e alcuni che è un uccello,

alcuni che manda avanti il mondo,

        e alcuni che è un’assurdità,

e quando ho domandato al mio vicino.

        che aveva tutta l’aria di sapere,

sua moglie si è seccata e ha detto che

       non era il caso, no.

Assomiglia a una coppia di pigiami,

   o al salame dove non c’è da bere?

Per l’odore può ricordare i lama,

   o avrà un profumo consolante?

E’ pungente a toccarlo, come un pruno,

   o lieve come morbido piumino?

E’ tagliente o ben liscio lungo gli orli?

   La verità, vi prego, sull’amore.

I manuali di storia ce ne parlano

       in qualche noticina misteriosa,

ma è un argomento assai comune

      a bordo delle navi da crociera;

ho trovato che vi si accenna nelle

        cronache dei suicidi,

e l’ho visto persino scribacchiato

        sul retro degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un alsaziano a dieta,

   o il bum-bum di una banda militare?

Si può farne una buona imitazione

   su una sega o uno Steinway da concerto?

Quando canta alle feste, è un finimondo?

   Apprezzerà soltanto roba classica?

Smetterà se si vuole un po’ di pace?

   La verità, vi prego, sull’amore.

Sono andato a guardare nel bersò;

         lì non c’era mai stato;

ho esplorato il Tamigi a Maidenhead,

        e poi l’aria balsamica di Brighton.

Non so che cosa mi cantasse il merlo,

        o che cosa dicesse il tulipano,

ma non era nascosto nel pollaio

       e non era nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?

   Sull’altalena soffre di vertigini?

Passerà tutto il suo tempo alle corse,

    o strimpellando corde sbrindellate?

Avrà idee personali sul denaro?

   E’ un buon patriota o mica tanto?

Ne racconta di allegre, anche se spinte?

   La verità, vi prego, sull’amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,

   proprio mentre mi sto frugando il naso?

Busserà la mattina alla mia porta,

   o là sul bus mi pesterà un piede?

Accadrà come quando cambia il tempo?

   Sarà cortese o spiccio il suo saluto?

Darà una svolta a tutta la mia vita?

   La verità, vi prego, sull’amore. »

            (traduzione di Gilberto Forti)

« BLUES IN MEMORIA

 Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,

fate tacere il cane con un osso succulento,

chiudete i pianoforti, e tra un rullio smorzato

portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù

e scrivano sul cielo il messaggio Lui E’ Morto,

allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,

i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,

la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,

il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;

pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;

imballate la luna, smontate pure il sole;

svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;

perché orami più nulla può giovare. »

            (traduzione di Gilberto Forti)

NOTA

Wystan Hugh Auden, uno dei maggiori poeti inglesi della prima metà del Novecento, entrò nel mondo dell’arte ai tempi del college, quando fondò insieme a Christopher Isherwood e Stephen Spender l’ “Auden Circle”. Per i giovani poeti, infatti, abbracciare la militanza politica (il socialismo di stampo marxista, in particolare) e impegnarsi in  un’arte connotata socialmente e politicamente voleva dire portare avanti una missione democratica per colmare il vuoto che era stato lasciato dalla Grande Guerra.

L’esperienza diretta della Guerra Civile Spagnola lo gettò in uno stato di disillusione e distacco che lo accompagnò per il resto della vita, spingendolo anche a trasferirsi negli Stati Uniti. Da questo momento, l’impegno politico caratteristico della prima fase della sua opera viene soppiantato da un nuovo interesse per gli “old masters”, in particolare Shakespeare, Byron, Yeats, Hoghart, Mozart. La sua poesia diviene esemplificativa di ciò che Eliot chiamò “correlativo oggettivo”, nella misura in cui si serve di oggetti, luoghi o eventi per concretizzare uno stato psicologico o un’emozione particolare.

 (mm)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com