giovedì , 14 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno William Gibson (17/03/1948)

«A volte ho il sospetto che con Internet siamo testimoni di un avvenimento paragonabile alla nascita delle città[...] quello che invece vogliono offrirti è un megacentro commerciale. Vogliono propinarti un infocentro commerciale dove paghi per ogni bit di informazione che scarichi, e lo scaricherai da un menù che è stato messo insieme da qualche multinazionale [...] perchiò mentre ho grandi speranze per Internet, ne ho ben poche per le sue varianti commerciali.»

Non ho neppure un modem, intervista di Dan Josefsson a William Gibson

«Ho coniato la parola “cyberspazio” nel 1981, in uno dei miei primi racconti di fantascienza, e successivamente l’ho usata per descrivere qualcosa che la gente si ostina a considerare come una sorta di precursore letterario di Internet. Stando così le cose, alcuni si stupiscono che io non usi le mail. A dirla tutta, ho evitato di farlo perché sono pigro e mi piace starmene assente  a fissare lo spazio (che è anche lo spazio da cui nascono i miei romanzi) e perché non rispondere alla posta e-lettronica o no, è fonte di disagio.»

La rete è una perdita di tempo, traduzione di Stefania Benini 

«Il tempo va in una direzione, la memoria in un’altra. Siamo una strana specie che costruisce manufatti tesi a rispondere al flusso naturale del dimenticare.  Qualche volta penso che niente sia davvero buono, che i primi pixel fossero particelle di creta ocra, il bisonte reso proprio nella risoluzione richiesta. Il bisonte funziona ancora perfettamente millenni dopo, e di quale odierno schermo potremmo dire lo stesso di qui a dieci anni? Eppure il bisonte sarà lì per noi, su qualunque schermo avremo…»

Morto che canta, da Parco Giochi con Pena di Morte, traduzione di Stefania Benini

Nota:

William Ford Gibson è uno scrittore canadese di origini statunitensi. Probabilmente uno dei più innovativi autori degli ultimi decenni rivoluziona l’irrigidita letteratura fantascientifica degli anni ’80 partecipando alla celebre raccolta Mirrorshades, curata da Bruce Sterling, e che raccoglieva alcuni degli scrittori più brillanti del periodo tra cui Rudy Rucker e Greg Bear. Mediaticamente quei racconti fecero nascere il cyberpunk, anche se lo stesso Gibson, considerato il guru del movimento assieme a Sterling, confessò che avrebbero dovuto chiamarsi Mirrorshades Movement. Tuttavia ben prima della pubblicazione della raccolta e anche precedentemente al successo internazionale ottenuto con la Trilogia dello Sprawl, Neuromante (premio Nebula e premio Philip K. Dick), Giù nel ciberspazio e Monna Lisa Cyberpunk, Gibson aveva già elaborato le sue coordinate letterarie in opere di fine anni ’70, tra cui alcuni racconti che poi faranno parte della raccolta La notte che bruciammo Chrome. La realtà gibsoniana è pervasa da concentrazioni industriali e finanziarie che governano il mondo e da realtà depresse e marginali dove solitamente si muovono i suoi personaggi principali. Le estensioni biomeccaniche e le droghe sono altri elementi essenziali della struttura narrativa del canadese, che tuttavia andrà sfumando nella sua ultima fase avvicinandosi, sostengono i critici del settore, a riflessioni umanistiche che lo accostano al collega Bruce Sterling. Il cyberpunk ha certamente esaurito la sua vena creativa, ma Gibson?

(rrb)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com