mercoledì , 18 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno William Blake (28/11/1757)

«Vedere un Mondo in un granello di sabbia,

e un Paradiso in un fiore selvatico,

tenere l’Infinito nel palmo della mano

e l’Eternità in un’ora.»

da Gli Auguri dell’Innocenza

 

«Chi l’Agnello creò, creò anche te?

Tigre! Tigre! Divampante fulgore»

da Tyger Tyger burning bright inclusa in Canti dell’Innocenza

 

«La Pietà non esisterebbe più

se non facessimo di qualcuno povero;

E non potrebbe più esistere Misericordia,

se tutti fossimo felici allo stesso modo.

Ed il timore reciproco porta la pace

finché divampano gli amori egoisti.

Allora Crudeltà tesse una rete

dove le insidie dispone con cura.

Si siede così circondata di sacri timori

e bagna la terra di lacrime;

allora Umiltà prende le proprie radici

e sotto quei piedi le affonda.

Presto cala la cupa ombra

del Mistero sul suo capo;

E il bruco e l’insetto

si nutrono del Mistero.

Ma da esso nasce il frutto dell’Inganno,

sanguigno e dolce al palato:

E il Corvo il suo nido ne fa

nell’ombra sua più fitta.

Gli Dei della terra e del mare

setacciarono il Creato alla ricerca dell’Albero,

ma la loro ricerca fu del tutto vana,

ne cresce uno solo nella Mente Umana. »

L’Astratto Umano tratto dai Canti dell’Esperienza

 

«Gli uomini sono ammessi in Paradiso non perché hanno soppresso e governato le loro Passioni o non ne abbiamo magari avute affatto, ma perché ne Coltivarono il loro Significato. I tesori del Cielo non sono le Negazioni della Passione, ma le Realtà dell’Intelletto, dal quale tutte le Passioni emanano senza freni verso la loro Gloria Eterna.»

da Una Visione del Giudizio Universale

«Se le porte della percezione fossero purificate, tutto apparirebbe all’uomo come in effetti è, infinito.»

da Il matrimonio del Cielo e dell’Inferno

 

«Il progresso rende le vie diritte; ma sono le vie tortuose e senza progresso le vie del Genio.»

Da Proverbi dell’Inferno tratti da Il matrimonio del Cielo e dell’Inferno

 

«L’aquila non perde mai tanto tempo come quando si abbassa ad imparare dal corvo. »

Da Proverbi dell’Inferno tratti da Il matrimonio del Cielo e dell’Inferno

 

«Vidi poi salire dalla terra un’altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago. Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita. […]Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.»

da L’Apocalisse di Giovanni

Il nome della bestia è 666

 


Sconfitta

 


Il Vortice degli Amanti (Illustrazioni dell’Inferno di Dante)

traduzioni a cura di asterischi.it (ss)

Nota:

«Non c’è dubbio che questo poveraccio fosse matto, ma c’è qualcosa nella sua pazzia che attrae il mio interesse più dell’equilibrio di Lord Byron e Walter Scott.»

William Wordsworth

Contrasto, malattia e beffa sono delle costanti nell’irrazionale/profetica/geniale equazione che è l’opera e la vita stessa di William Blake. E attenzione a non googlare un semplice “Blake” perché il Novecento ne avrà anche celebrato l’innovatività ignorata al suo tempo, ma oggi resta comunque oscurato da una qualsiasi biondina reginetta del gossip.

Descrivere l’arte di William Blake sarebbe solo una sterile analisi di innumerevoli poesie, prose, incisioni e dipinti che lui stesso proverebbe disgusto a leggere: William era un anarchico del pensiero, non tollerava le convenzioni né gli schemi costruiti dagli uomini per gli uomini il cui fine era solo il rendersi mansueti insieme. Il grigio della matita, le tinte spente degli acquarelli e le trasparenze ricordano quasi quei mostri generati dal sonno della ragione ritratti da Goya, tuttavia la lontananza tra le due visioni è quasi imbarazzante: la Ragione per Blake è tutt’altro che Salvezza e i Mostri sono invece l’incarnazione stessa dell’Energia, le pulsioni, il desiderio. Come vogliono le filosofie dello yin e dello yang, la dottrina dei contrari, Blake abbraccia la visione di un Uomo divino che è parte di tutto, male compreso. La ragione governa dunque chi non sa volere e si lascia vivere e le porte della percezione andrebbero finalmente aperte: solo così Adamo potrà risalire in Paradiso.

(ss)

 

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