giovedì , 14 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Vittorio De Scalzi (04/11/1949)

 

«Manerini era proprio quello che si dice un poeta, con tutto il fascino che diamo a questa parola misteriosa. Quando ho conosciuto Riccardo  ero molto giovane e non ho potuto apprezzare veramente  quello che era e che significava, ho cominciato a capirne l’importanza delle sue poesie e delle sue idee qualche anno dopo quando rivisitando i testi che avevo cantato forse senza intuirne a pieno il significato. Ti faccio un esempio, quando ascoltavo “irish” la consideravo come una bella canzone d’amore senza nessuna implicazione politica, non arrivavo neppure a supporre che una canzone così  avesse a che fare con l’Irlanda, immaginavo  una persona che pregava che aveva necessità; poi improvvisamente qualche anno dopo ho avuto l’illuminazione seguendo le vicende  dell’Irlanda, la lotta di sangue dei cattolici contro protestanti, le recinzioni per cui c’erano persone che per pregare dovevano davvero fare  più di 30 miglia per passare intorno a una zona che non potevano frequentare. Stessa storia per la guerra del Vietnam  toccata in “Ti ricordi Giò” l’ho vissuta dopo, l’ho capita dopo, allora avevo 17 anni era un po’ presto, questo è un mio piccolo rammarico anche perché Manerini mi chiamava tutte le notti per propormi delle poesie, idee che non capivo, adesso mi mangerei le dita per tornare indietro.»

Da un’intervista rilasciata al New Trolls Fan Club.

Il suonatore Jones, omaggio a De André

«Morire, dormire, forse sognare.»

Adagio, da Concerto Grosso.

«Signore, io sono Irish,

quello che non ha la bicicletta.

tu lo sai che lavoro, e alla sera

le mie reni non cantano.

Tu mi hai dato il profumo dei fiori,

le farfalle, i colori.

E le labbra di Ester create da te,

quei suoi occhi incredibili solo per me.

Ma c’è una cosa, mio Signore, che non va.

Io che lavoro dai Lancaster

a trenta miglia dalla città

io nel tuo giorno sono stanco,

sono stanco come non mai,

e trenta miglia più trenta miglia

sono tante a piedi, lo sai.»

Signore, io sono Irish.

Nota:

Dopo la breve esperienza dei Trolls, Vittorio De Scalzi fondò un nuovo gruppo, i New Trolls, lanciato da un primo album che vantava i testi di Riccardo Mannerini e Fabrizio De André.

Nel 1971, grazie a una collaborazione con Luis Enrìquez Bacalov, pubblicarono un album destinato a restare nella storia della musica e a influenzare il panorama rock internazionale: Concerto Grosso.

Il complesso di Vittorio De Scalzi sperimentò la possibilità di coniugare musica sinfonica, rock e testi poetici d’ispirazione shakespeariana.

Oggi, dopo trent’anni, la formazione originale dei New Trolls, comprendente, oltre allo stesso De Scalzi, anche Nico Di Plo, Gianni Bellemo e Giorgio D’Adamo, ha dato il via a un tour celebrativo dell’opera musicale che li ha resi famosi in tutto il mondo.

(lm)

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