domenica , 25 giugno 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Virgilio Piñera (04/08/1912)

«Non pratichiamo il culto dei morti,

possiamo per caso chiedergli

di praticare il culto dei vivi?

La comunicazione si è spezzata:

né ci parlano né ci sentono.

Parliamo dunque con i vivi

finché possiamo»

da Alocución contra los necrófilos, La isla en peso, 1974, traduzione a cura di Asterischi (as)

«Gli sembrava che il modo migliore per riuscire nella carriera della vita consistesse nell’evitare la carne dei suoi simili. Ma come poteva? Era così dipendente una carne dall’altra che s’imponeva, a un certo punto della vita, uno scontro di una con l’altra, o di una carne con quattro o dieci, con mille o un milione… vide la sua povera carne scontrarsi contro un esercito di milioni di carni; vide la sua carne incrostata in altre carni; vide che, a sua volta, lui faceva parte dell’esercito e si scontrava contro un’altra carne solitaria, e che quella carne si incrostava alla sua carne, trasformandosi in un carne-esercito».

da La carne de René, traduzione a cura di Asterischi (as)

«Uno non sa mai come comportarsi con un sacerdote: la testa può approvare fuori e non approvare dentro. Sara dovrà andare domani a pentirsi di aver ballato tutta la notte? Allora, mangiare e poi vomitare? Mi sfugge il senso di tutto questo».

«Mi dispiace tanto che la mia vita anodina non serva per catturare il lettore. Una delle due: o mi butta via o mi legge. Dalla prima pagina saprà che a me non succedono quel tipo di cose che sono come uno specchio in cui uno può riflettersi. Io non parlo a nome dei milioni di abitanti che popolano il pianeta, ma a mio. Mi basta già il mio caso per occuparmi di quello del vicino».

da Pequeñas maniobras, traduzione a cura di Asterischi (as)

Nota:
«…Chi lavora con coscienza la propria arte, chi stima la cultura, non come intrattenimento elegante ma come destino degnamente ricevuto, non può accettare tali commedie. La cosa peggiore è che oggi fanno omaggi a tizio e caio; sembra che tutti obbediscano a un ordine generale, che è quello di essere omaggiato, apparire nella cronaca sociale, fotografie, e tutto quel mondo funebre a cui non interessano affatto i poeti né la poesia. È per tutto questo che non sarò al Lyceum il pomeriggio della Giornata del poeta. Starò, invece, al mio posto.»

Da una lettera a Vicentina Atuña, La Habana,1944

Il poeta del no, il Virgilio cubano, come amano chiamarlo i suoi amici e lettori, una delle personalità più forti, contraddittorie, tormentate e dimenticate di Cuba. Per lungo tempo censurato ed eliminato dalla sfera culturale e sociale perché omosessuale e sempre pronto a dissentire, ha comunque prodotto una vasta gamma di opere che vanno dal teatro alla narrativa, alla poesia, tutte pubblicate grazie all’aiuto di qualche amico facoltoso. Ricordato per il suo lavoro nelle varie riviste dell’epoca e per il suo intervento a una riunione con Fidel Castro in cui fa notare la sua paura di fronte alla mitica Revolución culturale predicata dal dittatore, è costretto a passare la sua vita nel silenzio e compostezza, due cose che gli stanno strette, due cose che pian piano lo uccidono e lo riportano in vita solo a metà, solo dopo la morte, ovviamente.

(as)

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