mercoledì , 13 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Vasco Pratolini (19/10/1913)

«Le idee non fanno paura a chi ne ha.»

Da Allegoria e derisione.

«Napoli fu per Metello il Rettifilo, via Toledo, piazza Plebiscito, e via Sergente Maggiore, via de’ Fiorentini, quando gli sembrava di non aver altro da fare e si voleva prendere una distrazione. Non soltanto la mancanza di denaro, ma la divisa un poco lo umiliava; e dové adattarsi a quelle domestiche della Villa comunale, seppure non erano, per lui che aveva avuto Viola, proprio il suo tipo. Col tempo fece ghega insieme a un livornese, uno di Cascina, un fiorentino di Porta Romana: Mascherini, che negli anni dipoi non seppe mai dove fosse finito. Leoni, quello di Cascina, riceveva denaro, suo padre era mobiliere, ed egli era tirato ma finiva per offrire. Fu un sodalizio che durò a lungo: si frequentarono le bettole di Forcella, del Vasto e del Pendino, rioni che chiamano sezioni, come chi dicesse Sezione San Niccolò o Madonnone. Ebbero a che fare con la gente, per quei vicoli traversi o tutti in salita, dove la miseria e la spocizia erano pari all’animazione che vi si trovava. Entrarono, piuttosto che in via Sergente Maggiore, in alcuni bassi, dietro una sottana: ragazze tutte more di capelli, dai volti appassiti e i grossi seni. I bambini giocavano al di là della tenda. Non ci si toglieva nemmeno le mollettiere. Poi magari si restava a cena con tutta la famiglia, si diventava amici, ci tenevano in conto di figlioli: era gente come noi, come il livornese che non viveva meglio dietro la Darsena, come Mascherini che aveva il babbo fiaccherajo. E un po’ ci si vergognava. Si vuotavano le tasche dell’ultimo soldino, come per farci perdonare. Cose trapassate nella memoria, viste e vissute da dentro la campana.»

Da Metello.

«Noi eravamo contenti del nostro quartiere. Posto al limite del centro della città, il Quartiere si estendeva fino alle prime case della periferia, là dove cominciava la via Aretina, coi suoi orti e la sua strada ferrata, le prime case borghesi, e i villini.»

Da Il quartiere.

« La vita è una cella un po’ fuori dall’ordinario, più uno è povero più si restringono i metri quadrati a sua disposizione.»

Da Cronache di poveri amanti.

Nota:

Esponente, insieme ai suoi amici Vittorini, Moravia, Calvino e Pavese del “nuovo realismo”, Vasco Pratolini si impose nel panorama della letteratura italiana grazie a romanzi come Metello, Le ragazze di San Frediano e Cronache di poveri amanti. Quest’ultimo divenne anche un importantissimo film per la regia di Carlo Lizzani, che in una recente intervista, ha precisato come il nome di Pratolini sia ormai ingiustamente dimenticato.

(lm)

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