lunedì , 21 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Valerio Evangelisti (20/06/1952)

 

«La narrativa di genere non è un blocco unico, quale spesso viene dipinto. Fantascienza e horror non sono consolanti per nulla, e non lo è nemmeno il Noir, che ha intriso di pessimismo il giallo classico. Tutto ciò, ovviamente, non implica automatiche valenze sovversive. Queste possono emergere se si elabora un progetto consapevole, come ha fatto Manchette col Noir francese».

Affermazioni sulla narrativa di genere, intervista pubblicata su Musica di Repubblica e rilasciata a Filippo La Porta

 «Scelsi il personaggio di Eymerich perché mi piaceva il nome, dal suono tagliente come una coltellata. Solo dopo questa scelta iniziale indagai sul personaggio (scoperto per caso in un libro sull’Inquisizione) e imparai che era nato a Gerona, in Catalogna».
Nei primi romanzi, i riferimenti alla sua biografia erano generici e imprecisi. In seguito mi sono documentato il più possibile, pur riservandomi una certa libertà (in fondo scrivo romanzi, non manuali di storia). Mi ha molto aiutato l’amicizia con il professor Lluìs Sala-Molins, uno storico catalano che insegna in Francia, autore di un’edizione molto nota del Directorium Inquisitorum di Nicolau Eymerich.
Se gli elementi biografici di Eymerich erano inizialmente imprecisi, la ricostruzione del periodo storico è invece abbastanza fedele. E’ a quest’ultima che ho dedicato i miei maggiori sforzi di documentazione.
Trovo ridicoli e assurdi gli scritti degli storici che tentano di riabilitare l’Inquisizione. A mio parere si collocano nella generale ondata di “revisionismo” che investe la storiografia, e che mira a difendere, in nome dell’anticomunismo, manifestazioni di barbarie e di oscurantismo: l’Inquisizione, certo, ma anche il fascismo, il nazismo, ecc. Mentre si attaccano la rivoluzione francese, la resistenza al nazifascismo, le battaglie per la democrazia, e tutti i momenti storici in cui si è fatta strada l’idea di eguaglianza.
In Italia questa tendenza è molto forte, ma temo che si tratti di un fenomeno europeo».

Discutendo di revisionismo e Nicolas Eymerich, Gigamesh, Spagna (2001)

«Per l’”obituario”, il registro dei decessi del convento di San Domenico a Gerona, padre Dalmau Moner era morto il 24 settembre 1341. In realtà otto anni dopo era ancora in vita, anche se nessuno, fuori di quelle mura, doveva saperlo. Solo i frati più anziani ne erano al corrente, ma avevano tutti giurato di mantenere il segreto. Altrettanto avevano fatto il provinciale dei domenicani e persino l’inquisitore generale per la provincia catalana, Bernat de Puigcercós».

Il Castello di Eymerich

«È ormai da secoli, forse da millenni, che mi trovo imprigionato tra queste pareti di bronzo. Ormai non ne avverto neppure più il freddo. Credo che il mio corpo si sia disfatto, divenendo indistinguibile dai metri di terriccio, sassi e mattoni che ricoprono me e la mia prigione. In teoria non esisto più, e da un bel pezzo».

Cherudek

Nota:

L’intellettuale Evangelisti racchiude lo storico di formazione che nel 1993, vincendo il premio Urania, diventa un fenomeno letterario con la saga dell’inquisitore Eymerich. Operazione che ripeterà col ciclo di Nostradamus, il ciclo del Metallo Urlante, e a seguire col ciclo messicano e il ciclo dei pirati. La vecchia concezione weird, tipica di molti autori americani tra fine ed inizio novecento, di concepire delle storie a lungo termine viene in Evangelisti completamente rivoluzionata ed ispessita di valore. Lo storico e il narratore popolare trionfano e si miscelano nell’opera di Evangelisti che riesce nell’impresa di realizzare una scrittura multistrato, che ad un livello più basso coinvolge per la trama avventurosa, ma che incalza il lettore più attento per i riferimenti religiosi e filosofici. Evangelisti spazia un po’ ovunque: riprende un inquisitore spagnolo, ricostruisce pezzi della storia americana, cita ed elabora studiosi complessi del calibro di Reich, realizza un ciclo con precisi riferimenti all’heavy metal. L’autore bolognese è questo, ma anche un punto di riferimento per la narrativa popolare europea. Celebri i suoi saggi critici e la sua attività editoriale che si può riassumere nella fondazione del sito Carmilla. Per i puristi delle correnti letterarie starebbe a pieno titolo nel New Weird, ma Evangelisti è un oscuro e strepitosamente immaginifico travalicatore di genere.

(rrb)

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