sabato , 19 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Umberto Boccioni (19/10/1882)

«Tutto in arte è convenzione, e le verità di ieri sono oggi, per noi, pure menzogne .»

Da  La Pittura futurista, manifesto tecnico, 1910

Stati d’animo II. Gli addii, 1911

Il bevitore, 1914

«Come si può veder roseo in un volto umano, mentre la nostra vita e’ innegabilmente sdoppiata nel nottambulismo ? …il volto umano è giallo, è rosso, è verde, è azzurro, è violetto. Il pallore di una donna che guarda la vetrina di un gioielliere è più iridescente di tutti i prismi dei gioielli che l’affascinano. Le nostre sensazioni non possono essere mormorate. Noi le facciamo cantare e urlare nelle nostre tele che squillano fanfare assordanti e trionfali. I vostri occhi abituati alla penombra si apriranno alle più radiose visioni di luce. Le ombre che dipingeremo saranno più luminose delle luci dei nostri predecessori, e i nostri quadri, a confronto di quelli immagazzinati nei musei, saranno il giorno più fulgido contrapposto alla notte più cupa.»

Da  La Pittura futurista, manifesto tecnico, 1910

Visioni simultanee

Dinamismo di un ciclista

«Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non è mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente. Per la persistenza dell’immagine nella retina, le cose in movimento si moltiplicano, si deformano, susseguendosi come vibrazioni, nello spazio che percorrono. Così un cavallo non ha quattro gambe: ne ha venti e i loro movimenti sono triangolari.»

Da La Pittura futurista, manifesto tecnico, 1910

Nota:

Ci piace pensare che  Boccioni avrebbe dipinto il “Dinamismo di una caduta da cavallo” se solo il malcapitato non fosse stato lui. Ma, lontani dalla tragedia che causò la morte del pittore, quest’immagine è di certo balenata nelle nostre menti, e anche nelle vostre, adesso che lo suggeriamo. Il padre della pittura futurista si distacca da Marinetti rispetto alla visione della guerra, che per l’artista non è più “la sola igiene del mondo”, ma nient’altro che noia. I suoi quadri non hanno bisogno di noia, e l’unica guerra è quella dei colori e degli spazi, che rompono le convenzioni e brindano, con il suo bevitore, alla novità.

(as)

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