mercoledì , 18 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Torquato Tasso (11/03/1544)

«Genio Come stai, Torquato?

Tasso Ben sai come si può stare in una prigione, e dentro ai guai fino al collo. Genio Via, ma dopo cenato non è tempo da dolersene. Fa buon animo, e ridiamone insieme.

Tasso Ci son poco atto. Ma la tua presenza e le tue parole sempre mi consolano. Siedimi qui accanto.

Genio Che io segga? La non è già cosa facile a uno spirito. Ma ecco: fa conto ch’io sto seduto.

Tasso Oh potess’io rivedere la mia Leonora. Ogni volta che ella mi torna alla mente, mi nasce un brivido di gioia, che dalla cima del capo mi si stende fino all’ultima punta de’ piedi; e non resta in me nervo né vena che non sia scossa. Talora, pensando a lei, mi si ravvivano nell’animo certe immagini e certi affetti, tali, che per quel poco tempo, mi pare di essere ancora quello stesso Torquato che fui prima di aver fatto esperienza delle sciagure e degli uomini, e che ora io piango tante volte per morto. In vero, io direi che l’uso del mondo, e l’esercizio de’ patimenti, sogliono come profondare e sopire dentro a ciascuno di noi quel primo uomo che egli era: il quale di tratto in tratto si desta per poco spazio, ma tanto più di rado quanto è il progresso degli anni; sempre più poi si ritira verso il nostro intimo, e ricade in maggior sonno di prima; finché durando ancora la nostra vita, esso muore. In fine, io mi maraviglio come il pensiero di una donna abbia tanta forza, da rinnovarmi, per così dire, l’anima, e farmi dimenticare tante calamità. E se non fosse che io non ho più speranza di rivederla, crederei non avere ancora perduta la facoltà di essere felice.

Genio Quale delle due cose stimi che sia più dolce: vedere la donna amata, o pensarne?

Tasso Non so. Certo che quando mi era presente, ella mi pareva una donna; lontana, mi pareva e mi pare una dea.»

Da Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare, Giacomo Leopardi

1 «Canto l’arme pietose e ‘l capitano

che ‘l gran sepolcro liberò di Cristo.

Molto egli oprò co ‘l senno e con la mano,

molto soffrí nel glorioso acquisto;

e in van l’Inferno vi s’oppose, e in vano

s’armò d’Asia e di Libia il popol misto.

Il Ciel gli diè favore, e sotto a i santi

segni ridusse i suoi compagni erranti.

2 O Musa, tu che di caduchi allori

non circondi la fronte in Elicona,

ma su nel cielo infra i beati cori

hai di stelle immortali aurea corona,

tu spira al petto mio celesti ardori,

tu rischiara il mio canto, e tu perdona

s’intesso fregi al ver, s’adorno in parte

d’altri diletti, che de’ tuoi, le carte.»

Da La Gerusalemme Liberata – Canto Primo

«A tre cose deve aver riguardo ciascuno che di scriver poema eroico si prepone: a sceglier materia tale che sia atta a ricevere in sé quella più eccellente forma che l’artificio del poeta cercarà d’introdurvi; a darle questa tal forma; e a vestirla ultimamente con que’ più esquisiti ornamenti, ch’a la natura di lei siano convenevoli. Sovra questi tre capi dunque, cosí distintamente come io gli ho proposti, sarà diviso tutto questo Discorso: però che, cominciando dal giudicio ch’egli deve mostrare ne l’elezione de la materia, passarò a l’arte che se gli richiede serrare prima nel disporla e nel formarla e poi nel vestirla e nell’adornarla.

La materia nuda (materia nuda è detta quella che non ha ancor ricevuta qualità alcuna da l’artificio de l’oratore e del poeta) cade sotto la considerazion del poeta in quella guisa che ‘l ferro o ‘l legno vien sotto la considerazion del fabro: però che sí come colui che fabrica le navi non solo è obligato a sapere qual debba esser la forma delle navi, ma deve anco conoscere qual maniera di legno è piú atta a ricever in sé questa forma, cosí parimente conviene al poeta non solo aver arte nel formare la materia, ma giudicio ancora nel conoscerla; e sceglierla dee tale che sia per sua natura d’ogni perfezione capace.»

Da Discorsi dell’Arte Poetica ed in particolare sopra il Poema Eroico

Nota

Torquato Tasso è stato un poeta e scrittore italiano. Visse un’esistenza complessa contraddistinta a più riprese da ristrettezze economiche, dalle polemiche letterarie e da diverse turbe di natura psichica. Personaggio atemporale trovò una seconda rinascita intellettuale in epoca romantica, e tuttora è comunemente considerato nell’alveo di quei geni della storia in cui talento e follia convivono producendo meraviglie inimmaginabili.

(rrb)

Informazioni su asterischi

asterischi

Un commento

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com