sabato , 29 aprile 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Thomas Pynchon (08/05/1937)

«Sono il ragtime e il tango; sono il carattere a bastone e la geometria pura. Sono il frustino fatto coi capelli di una vergine e le catene della passione decadente finemente lavorate. Sono tutte le stazioni ferroviarie solitarie di tutte le capitali d’Europa. Sono la Strada, sono i grigi palazzi governativi; sono il café-dansant, il manichino meccanico, il sassofono jazz; sono il toupet della turista, i seni di gomma dell’invertito, la sveglia da viaggio che segna sempre l’ora sbagliata e che suona in tonalità diverse. Sono la palma morta, le scarpette da ballo della negra, la fontana prosciugata alla fine della stagione turistica. Sono tutti gli accessori della notte.»

V.

«Un pomeriggio d’estate Mrs Oedipa Maas, rincasando da un party Tupperware in cui la padrona di casa aveva messo forse un po’ troppo kirsch nella fonduta, scoprì che lei, Oedipa, era stata nominata esecutore o – meglio, a suo parere – esecutrice testamentaria di un certo Pierce Inverarity, un magnate immobiliare californiano che una volta nel tempo libero aveva perso due milioni di dollari, ma possedeva ancora beni in quantità, e abbastanza aggrovigliati da renderne l’inventariazione tutt’altro che una passeggiata.»

Incipit de L’incanto del Lotto 49

Una delle ultime apparazioni di Thomas Pynchon è stata affidata alla celebre serie televisiva dei Simpson, dove l’autore ha prestato la voce al personaggio mascherato che interpreta se stesso. La vita pubblica dell’americano è talmente riservata che non si hanno sue foto e nessuna notizia di apparizioni in pubblico da diversi decenni.

Nota:

Thomas Pynchon è uno scrittore statunitense. Non sono solo i pynchoniani di stretta osservanza a considerare l’americano come figura centrale e irrinunciabile della narrativa contemporanea, e come l’esatta concretizzazione dello spirito del postmoderno (sebbene poi questa appartenenza sia alquanto labile). Pochi romanzi a suo carico, ma  la monumentalità dell’opera stessa - l’ultima fatica supera le mille pagine – ne attesta il carattere imprevedibile, ridondante e accumulativo di contemporaneità: cultura pop ed elevata, discorsi sulla matematica, sulla storia, etc. Insomma il fascino dell’americano - anarchico nello stile, nel contenuto e nel pensiero – ammalia e seduce, e non fatevi turbare dai pesanti involti delle sue creazioni, che un critico ha definito simili “al suo tostapane”, perché la malattia pynchoniana potrebbe iniziare a consumarvi appena dopo qualche timida pagina di lettura.

«Per Pynchon, il capitalismo avrà anche avuto la meglio ma non è affatto il sistema migliore bensì un mostro assurdo, disumano, distruttivo che divora le risorse del pianeta per sfornare prodotti che hanno solo un rapporto accidentale con i bisogni della gente comune. Non è poi così difficile come morale. Ma essendo i tempi quello che sono, a molti critici simili idee sono parse bambinesche se non proprio intollerabili. Probabilmente Pynchon lo presagiva ed è anche per questo che si è rivolto direttamente ai suoi lettori di oggi, augurando loro “Buona fortuna”.»

Tratto da Il manifesto (16/12/2006)

(rrb)

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2 commenti

  1. mi hai fatto venire curiosità di leggerlo :)

  2. ne sono felice e fiero :)… ti consiglio V. (se vuoi posso anche prestartelo)…

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