martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Thomas Mann (06/06/1875)

 « La coscienza, signora…è un affare serio la coscienza! Io e quelli come me dobbiamo arrabattarci tutta la vita e abbiamo un bel daffare per ingannarla e concederle di tanto in tanto qualche piccola, astuta soddisfazione. Noi siamo creature inutili, io e quelli come me; a prescindere da alcune ore buone, ci trasciniamo ammalati e feriti nella coscienza della nostra inutilità. Odiamo l’utile, sappiamo che è volgare e non bello, e difendiamo questa verità come si difende una verità della quale si ha assolutamente bisogno. E tuttavia siamo rosi dalla cattiva coscienza  tanto che in noi non rimane nemmeno un solo pezzettino sano. »

            da Tristano, 1903. Traduzione di Brunamaria Dal Lago Veneri.

« Alcuni non possono fare a meno di sbagliare strada, perché per essi non esiste una strada giusta. »

«Ammiro chi, orgoglioso e freddo, si avventura sui sentieri della grande, della demoniaca bellezza, disprezzando l’”uomo”: ma non l’invidio. Perché se c’è qualcosa che possa fare di un letterato un poeta è appunto questo mio amore borghese per l’umano, il vivo e l’ordinario.»

            da Tonio Kröger, 1903. Traduzione di Brunamaria Dal Lago Veneri.

« Riposare nella perfezione è il sogno di chi tende all’eccelso, e non è forse il nulla una forma di perfezione?»

«Ormai , giorno dopo giorno, il dio dalle guance ardenti conduceva nudo la quadriga di fuoco attraverso gli spazi del cielo e la sua chioma d’oro ondeggiava al vento di levante subitamente placato. Un lucido biancore di seta posava sulle pigre, ondeggianti distese del Ponto. La sabbia bruciava. Sotto l’etere azzurro sfavillante d’argento erano tese, davanti ai capanni della spiaggia, tende color ruggine e sulla netta macchia d’ombra che si proiettava per terra si passavano le ore del pomeriggio. Ma non meno deliziosa era la sera, quando le piante del parco esalavano aromi balsamici, nel cielo si compiva la danza delle stelle e il mormorio del mare notturno salvia dolce a parlare all’anima. Una sera così postava in sé la gioiosa promessa di una nuova giornata di sole, di facili ozi e matti piaceri, ininterrotte possibilità di eventi gradevoli.»

«Specchio e simulacro. I suoi occhi abbracciavano la nobile figura sul bordo dell’azzurro e in estatica esaltazione egli credette di comprendere l’essenza della bellezza, la forma come pensiero divino, l’unica pura perfezione che vive nello spirito e di cui era qui offerta all’adorazione una immagine umana, un simbolo chiaro e leggiadro. Questa era l’ebbrezza; e l’artista ormai vecchio l’accoglieva impavido, anzi con bramosia.»

«La sua bellezza era inesprimibile e, come altre volte, Aschenbach sentì con dolore che la parola può, sì, celebrare la bellezza, ma non è capace di esprimerla.»

            da La morte a Venezia, 1912. Traduzione di Brunamaria Dal Lago Veneri.

Nota:

Insignito nel 1929 del premio Nobel per la letteratura, Thomas Mann è acclamato unanimemente dalla critica e dal pubblico come uno dei maggiori autori del panorama letterario moderno.

Posta cronologicamente a cavallo tra fin de siècle e prima metà del XX secolo, l’intera opera dello scrittore di Lubecca è segnata dalla continua tensione e contrapposizione fra spinte antinomiche.

Il contrasto fra arte e vita, fra convenzionalità borghese e sregolatezza bohèmienne; l’attrazione ugualmente intensa esercitata dalle forme del classicismo weimariano e dalle atmosfere dell’epigonismo decadente; l’orgoglioso senso di identità tedesca e l’orrore per le terribili colpe di cui la Germania è responsabile di fronte al tribunale della Storia dell’umanità: sono questi i contrasti che permeano l’intera esistenza di Thomas Mann e che trovano una più alta risoluzione all’interno della sfera estetica.

(mm)

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