giovedì , 14 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Thomas Hobbes (05/04/1588)

«Se per il tempo e per lo spazio si potesse parlare di alto e di basso credo davvero che la parte più alta del tempo sarebbe quella compresa tra il 1640 e il 1660. Chi infatti da quegli anni, come dalla montagna del diavolo, avesse osservato il mondo e giudicato le azioni degli uomini, specialmente in Inghilterra avrebbe potuto avere un panorama di ogni specie di ingiustizia ed ogni specie di ipocrisia e presunzione, delle quali l’una è doppia iniquità, l’altra doppia follia.»

«Questa pretesa di un patto con Dio é una evidente menzogna, anche nella coscienza di coloro che la affermano, e non solo é un atto ingiusto, ma é anche vile e inumano.»

Thomas Hobbes

«La Natura ha fatto gli uomini così uguali nelle facoltà del corpo e della mente che, sebbene si trovi talvolta un uomo manifestamente più forte fisicamente o di mente più pronta. di un altro, pure quando. si calcola tutto insieme, la differenza tra uomo e uomo non è così considerevole, che un uomo possa di conseguenza reclamare per sé qualche beneficio che un alte non possa pretendere, tanto quanto lui. Infatti riguardo alla forza corporea, il più debole ha forza sufficiente per uccidere il più forte, o con segreta macchinazione o alleandosi con altri che sono con lui nello stesso pericolo[…] cosicché nella natura umana troviamo tre cause principali di contesa: in primo luogo, la competizione, in secondo luogo, la diffidenza, in terzo luogo la gloria.  La prima fa sì che gli uomini si aggrediscano per guadagno, la seconda per sicurezza, e la terza per reputazione. Nel primo caso gli uomini usano violenza per rendersi padroni delle persone di altri uomini, delle loro donne, dei loro figli, del loro bestiame, nel secondo caso per difenderli; nel terzo caso per delle inezie, come una parola, un sorriso, un’opinione differente, e qualunque altro segno di scarsa valutazione, o direttamente nei riguardi delle loro persone, o di riflesso nei riguardi della loro parentela, dei loro amici, della loro nazione, della loro professione o del loro nome.  Da ciò è manifesto che durante il tempo in cui gli uomini vivono senza un potere comune che li tenga tutti in soggezione, essi si trovano in quella condizione che è chiamata guerra e tale guerra è quella di ogni uomo contro ogni altro uomo. La GUERRA, infatti, non consiste solo nella battaglia o nell’atto del combattere, ma in un tratto di tempo, in cui è sufficientemente conosciuta la volontà di contendere in battaglia; perciò la nozione del tempo va considerata nella natura della guerra, come lo è nella natura delle condizioni atmosferiche. Infatti, come la natura delle condizioni atmosferiche cattive non sta solo in un rovescio o due di pioggia, ma in una inclinazione a ciò di parecchi giorni insieme, così la natura della guerra non consiste nel combattimento effettivo, ma nella disposizione verso di esso che sia conosciuta e in cui, durante tutto il tempo, non si dia assicurazione del contrario.»

Il Leviatano

Nota

Thomas Hobbes è stato un filosofo inglese. Teorico dell’assolutismo politico che non deriva da volontà divina ma da una scelta consapevole dettata dagli individui attraverso la stipula di un contratto che sta alla base della costruzione della società. Perché in fondo l’uomo è sempre lupo per l’altro uomo (Homo homini lupus est).

«L’uomo agisce condizionato dalle forze materiali che convergono su di lui e non è più libero di un sasso che cade. È appunto questa assoluta determinazione dei comportamenti umani che rende possibile la costruzione di una scienza politica rigorosa. Gli uomini perseguono istintivamente la propria conservazione: per sottrarsi alla violenza senza limite che regna nello stato di natura (giacché l’uomo non è affatto quell’”animale socievole” che riteneva Aristotele) essi stipulano un accordo (contratto sociale), in forza del quale tutti i diritti individuali vengono trasferiti allo Stato. In seguito a questa cessione totale, che d’altronde è la condizione necessaria della convivenza civile, il giusto, l’ingiusto e perfino la verità religiosa hanno come unico fondamento le scelte della volontà sovrana. »

Enciclopedia Rizzoli Larousse

(rrb)

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