martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Thomas Hardy (02/06/1840)

 

«Per una delle capricciose coincidenze in cui la natura, come una madre affaccendata, sembra indulga ad una sosta del suo incessante lavoro, per volgersi a far sorridere la proprie creature, la ragazza adesso lasciò cadere il mantello: nere trecce ricaddero giù su una giacca rossa ed Oak la riconobbe subito come l’eroina del carretto giallo, dei mirti e dello specchio: prosaicamente come la donna che gli doveva due soldi. »

            da Via dalla pazza folla, 18747. Traduzione di P.Jahier, M. L. Rissler Stoneman.

« Qualche volta accadeva che la nebbia estiva fosse più fitta e i campi prendevano l’aspetto di un mare candido dal quale sbucavano, come scogli pericolosi, gli alberi sparsi qua e là. Gli uccelli attraversavano a volo quella nebbia per risalire verso la luminosità più in alto e restavano immobili, librati sulle ali, a riscaldarsi al sole, oppure calavano a posarsi sulle stanghe umide degli steccati che suddividevano i prati e in quel momento luccicavano come sbarre di vetro. Minuscoli diamanti di umidità prodotti dalla nebbia, si posavano anche sulle ciglia di Tess, e le gocciolavano lungo i capelli, come perle. Quando la luce si faceva più forte e il giorno avanzava, le gocce si asciugavano e, allora, Tess perdeva la sua strana bellezza eterea; i denti le labbra e gli occhi scintillavano ai raggi del sole, e lei ridiventava la incantevole e bella lattaia soltanto, costretta a misurarsi contro tutte le altre donne del mondo. »

« Nella mal calcolata esecuzione dell’ordine ben calcolato delle cose, capita di rado che l’invocazione provochi l’apparizione della persona invocata, ed è raro che l’uomo da amare coincida con l’ora dell’amore. »

« A volte una stravagante fantasia la portava a rendere più intensi i processi della natura intorno a lei, fino a che sembravano partecipare alla sua stessa storia, anzi erano una parte della sua storia, perchè il mondo è soltanto un fenomeno psicologico e tutto esiste proprio come appare. »

« Lei, Tess, non era un’esistenza, un’esperienza, una passione, un complesso di sensazioni per nessuno all’infuori che per sé stessa. Per tutto il resto dell’umanità, Tess non era altro che un pensiero fugace. Perfino per gli amici, non era altro che un pensiero che, forse, passava nel loro cervello più di frequente. Se anche si disperava giorno e notte, la maggior parte di loro avrebbe fatto solo questo commento: «Ah, vuole rendersi infelice». [...] La massima parte della sua infelicità nasceva dalla sua situazione nei confronti delle convenzioni sociali e non dalle sue sensazioni innate. »

« “A che serve che tua madre e io si faccia dell’economia e si stia a stecchetto, per offrirti la possibilità di una cultura universitaria, se questa non deve essere usata a gloria e onore di Dio?” ripetè il padre. 
“Potrà essere usata a onore e gloria dell’uomo, papà”. »

            da Tess dei D’Urberville, 1891. Traduzione di Giuliana Aldi Pompili

« La giovane evitava in particolare i faggi e i frassini, che gocciolavano più insidiosamente di tutte le altre piante. Così facendo dimostrava quanto le donne comprendano bene gli umori e le caratteristiche della natura: un uomo che avesse attraversato quei campi non si sarebbe nemmeno accorto che dagli alberi scendeva acqua. »

da Il Barone von Xanten, in Intrusi nella notte ed altri racconti. Traduzione di Laura Serra.

« IL CASO
Solo che un qualche iddio vendicativo mi chiamasse 
Dall’alto cielo, e irrimdewe: « Tu, creatura che soffre, 
Sappi che il tuo dolore è il mio. diletto, 
Che del tuo amore frustrato profitta il mio odio! » 

Allora sopporterei, tenderei i nervi e morrei, 
Rafforzato dal senso d’un’ira immeritata; 
Mezzo racconsolato dal pensiero che un più potente di me 
Avesse voluto e assegnato le lacrime ch’io piango. 

Ma non così. Come accade che la gioia venga uccisa, 
E perché avvizzisce la più dolce speranza mai seminata? 
Il caso balordo s’oppgne al sole e alla pioggia, 
E il tempo biscazziere getta per allegria il dado d’un lwnento… 
Per questi giudici ciechi tanto valeva cospargere 
Gioie lungo il mio cammino così come il dolore. »

Nota:

Collocandosi nel delicato momento di trapasso fra età vittoriana e modernismo, l’opera di Thomas Hardy stravolge dall’interno il romanzo tradizionale senza tuttavia sconvolgerne la forma. Nell’universo narrativo di Hardy – all’interno del quale rivestono un ruolo particolarmente significativo le figure femminili – vengono a mancare i contorni confortanti della teologia tradizionale, e il macrocosmo si mostra piuttosto indifferente al destino umano. Questo realismo pessimistico assume una maggiore densità concettuale nella produzione poetica dell’autore, troppo spesso poco nota al pubblico dei lettori.

(mm)

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