venerdì , 15 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Tahar Ben Jelloun (01/12/1944)

«Il mio ritiro è durato abbastanza. Credo di aver oltrepassato i limiti che mi ero imposti. Chi sono adesso? Non oso guardarmi allo specchio. Qual è lo stato della mia pelle, la mia facciata, le mie apparenze? Troppa solitudine e troppo silenzio mi hanno esaurito. Mi ero circondato di libri e di mistero. Oggi cerco di liberarmene. Di cosa poi? Della paura che ho immagazzinato? Di questo strato brumoso che mi serviva da velo e da coperta? Di questa relazione con l’altro che è in me, quello che mi scrive e che mi dà la strana impressione di essere ancora in questo mondo. Liberarmi di un destino o dei testimoni delle prime ore? L’idea della morte mi è troppo familiare per rifugiarmi in essa. Dunque adesso esco. È tempo di nascere di nuovo. In effetti non mi preparo a cambiare, ma a ritornare me stesso, esattamente prima che il destino che mi avevano precostituito cominci ad avere corso e a trascinarmi via nella sua corrente.»

Da L’enfant de sable, Traduzione a cura di Egi Volterrani

 

«- Se ho capito bene, il razzista ha paura dello straniero perché è ignorante, crede che esistono diverse razze e considera la propria come la migliore?

-Si, figliola. Ma non è solo questo. Hai dimenticato la violenza e la volontà di dominare gli altri. Il razzista è colui che si sbaglia. I razzisti sono convinti che il gruppo al quale appartengono – che può essere definito dalla religione, dal paese, dalla lingua, o tutto insieme – sia superiore agli altri gruppi.

-Come fanno per sentirsi superiori?

-Credendo e facendo credere che esistono delle ineguaglianze naturali di ordine fisico, che gli danno un sentimento di superiorità in relazione agli altri. Così, alcuni si riferiscono alla religione per giustificare il loro comportamento o il loro sentimento. C’è da dire che ogni religione crede di essere la migliore di tutte e tende ad affermare che coloro che non la seguono, vanno in una direzione sbagliata.»

Da Le racisme expliqué à ma fille, Traduzione a cura di Asterischi (mc)

 

Nota:

Scrittore marocchino di grande spessore, Tahar Ben Jelloun scrive le sue opere in lingua francese, diventando così uno degli autori più importanti di letterature francofone contemporanee. Le sue opere spaziano tra la lirica iniziale e la saggistica matura, frutto di un’esperienza non soltanto biografica, ma anche professionale. Resta ancora oggi un’importante figura di mediazione tra l’Oriente e l’Occidente grazie ai suoi scritti sulle diversità tra i popoli e sull’immigrazione.

(mc)

 

 

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