martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Samuel Beckett (13/04/1906)

 

« Vladimiro:C’impiccheremo domani. A meno che Godot non venga.

Estragone: E se viene?

Vladimiro: Saremo salvati

Estragone: Allora andiamo?

Vladimiro: I pantaloni.

Estragone: Come?

Vladimiro: I pantaloni.

Estragone: Vuoi i miei pantaloni?

Vladimiro: Iirati su i pantaloni.

Estragone Già, è vero. (si tira su i pantaloni)

   Silenzio

Vladimiro: Allora andiamo?

Estragone: Andiamo.

  Non si muovono »

Da Aspettando Godot, traduzione di Carlo Fruttero

«Forse i miei anni migliori sono finiti. Quando la felicità era forse ancora possibile. Ma non li rivorrei indietro. Non col fuoco che sento in me ora. No, non li rivorrei indietro»

Da L’ultimo nastro di Krapp, traduzione di Carlo Fruttero

«Qualcosa lì

Ma dove

Lì fuori

Dove lì fuori

Di fuori

Fuori che cosa

La testa che cos’altro

Qualcosa lì da qualche parte fuori

La testa

Al minimo flebile suono

Giunto l’intero globo

Non ancora spoglio

L’occhio

Apre spalancato

Spalancato

Finché infine

Giungendo più nulla

Nuovamente lo serra

Così talvolta

Lì fuori

Da qualche parte lì fuori

Proprio come se

Come se

Qualcosa

Non la vita

necessariamente»

Da Qualcosa lì, poesia del 1974/76, traduzione di Gabriele Frasca

«Associo sempre, a ragione o a torto, il mio matrimonio con la morte di mio padre, nel tempo. Che esistano altri fattori che colleghino questi due accadimenti, non è impossibile.»

Da Primo amore, traduzione a cura di Asterischi – lm.

Nota:

Autore di romanzi, racconti, poesie, testi per la radio, numerose opere teatrali e di una sceneggiatura cinematografica, l’eclettico scrittore Samuel Beckett è probabilmente il più grande autore irlandese del novecento. Allievo di Joyce, Beckett spinse i confini della scrittura sperimentale ben oltre quelli tracciati dall’autore dell’Ulisse, reinventando del tutto le logiche e le tecniche narrative; tale capacità di sovvertire gli schemi tradizionali emerge soprattutto nella sua produzione teatrale, in opere come Aspettando Godot, L’ultimo nastro di Krapp,e in Giorni Felici.

È interessante poi notare il rapporto che Samuel Beckett ebbe con le lingue e le traduzioni delle sue opere: curò gran parte delle traduzioni dei suoi testi in italiano e francese, e non sempre utilizzò la sua lingua madre, l’inglese, come emzzo espressivo principale: Aspettando Godot venne, ad esempio, scritto prima in francese, e solo successivamente riscritto in inglese; molte delle poesie, inoltre, videro la luce soltanto nella loro edizione francese.

In Italia la maggior parte delle traduzioni dell’opera beckettiana sono state curate dal duo Fruttero & Lucentini, e il grande attore Glauco Mauri ha dedicato buona parte della sua carriera allo studio e alla rappresentazione del Krapp. Anche in musica, Beckett ha avuto influenze interessanti, come nel caso del cantautore Claudio Lolli, che intitolato uno dei suoi più grandi successi Aspettando Godot.

(lm)

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