mercoledì , 23 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Sam Raimi (23/10/1959)

 

 

«Il pubblico dell’horror è il migliore del mondo. Vogliono essere intrattenuti, vogliono rabbrividire e vanno al cinema armati di uno sguardo divertito. […] Se posso li faccio saltare nelle loro poltrone e urlare, se posso li faccio sbellicare dalle risa.»

«Il mio lavoro è simile a quello di un autore di fumetti. Ad esempio, entrambi usiamo gli storyboard. I registi per decidere le inquadrature giuste da inserire nel film, i disegnatori per stabilire l’ordine delle vignette sulla pagina stampata. La narrazione visiva è un aspetto della lavorazione di una pellicola che deve molto ai comic book.»

da un’intervista con Tobey Maguire su Spiderman 3 per Tempi Moderni

«Le storie di fantasmi mi sono sempre piaciute. Da ragazzo, mi piaceva stare seduto attorno ad un fuoco da campo o in qualche stanza buia di notte, con gli amici che raccontavano storie di paura. C’è un’energia collettiva che passa attraverso la gente che ascolta, e un grande senso di anticipazione se chi racconta è bravo. Sei come stordito, vorresti urlare, ma non ci riesci. Poi c’è un momento di grande sollievo quando la tensione si spezza e tu, da ascoltatore, urli di paura. [...] Tutti insieme proviamo paura. Tutti insieme viviamo l’attesa. Tutti insieme urliamo. E’ bello sentirsi così uniti agli altri.»

«Ammiro il lavoro di Stanley Kubrick, Fellini e Bergman, che ho studiato brevemente a scuola. E adoro Hitchcock. Credo che sia il maestro della narrazione in genere, non solo per la suspense. Sa esattamente di quali informazioni ha bisogno il pubblico in relazione ad un determinato aspetto della storia. Niente di più, niente di meno. La sua asciuttezza è eccezionale e ancora attuale. Si può imparare molto guardando Hitchcock.»

«Quando vedo le cose, non riesco a fare a meno di notarne il lato divertente. Forse è un meccanismo di difesa. E per qualche ragione, è così che faccio i miei horror. Non posso spiegarlo, posso solo dire che sono una persona estremamente sensibile al terrore. Il solo modo per trattarlo è quello di vederne insieme il lato divertente.»

da un’intervista sul film Drag me to Hell

«Spider-Man 3 ci fa capire come il perdono sia sempre più importante della vendetta. Nei tre capitoli di Spider-man ho sempre narrato le debolezze del super eroe, che portano a maturare il suo alter ego Peter Parker. In questo caso quest’ultimo scopre chi sia il vero assassino dello zio Ben. In un primo momento sente una terribile sentimento di vendetta covargli dentro ma poi si rende conto che è sempre il perdono che deve prevalere nelle scelte di vita.»

dall’intervista su Spiderman 3 per Tempi Moderni

 

 

Nota:

Cinefilo divenuto cineasta, con una spiccatissima sensibilità per il gotico, Sam Raimi è oggi uno dei grandi del cinema nonostante una carriera a fasi alterne. Teenager americano come ce ne sono parecchi, innamorato dei fumetti e con in mano una cinepresa Super 8, Sam Raimi ha tirato fuori praticamente dal nulla un classico dell’horror: il celeberrimo film La Casa. Realizzata con un budget irrisorio, questa pellicola sbanca i botteghini e porta sulla cresta dell’onda il suo giovane regista, che ci crea sopra la sua prima trilogia. Ma oggi Sam Raimi è ben più conosciuto per un’altra sensazionale trilogia, quella di Spiderman: Raimi mette il meglio di se stesso nel forgiare la versione filmica dell’eroe di  Stan Lee, dei cui comics è un antico amante, offrendoci una delle pietre miliari del cinema ispirato ai fumetti. Il nome di Raimi rimane legittimamente legato al filone orroristico (di soli due anni fa è Drag me to Hell) e a quello fantastico, tanto più dopo i flop raccolti nei tentativi su altri generi. Oltre al successo delle serie tv Hercules e Xena, va ricordata l’invenzione di sana pianta di un nuovo supereroe tutto raimiano, Darkman, nella cui vicenda il regista mescola abilmente gotico e topoi del comic americano.

 

(ct)

 

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