mercoledì , 23 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon compleanno Salvatore Quasimodo (20/08/1901)

 

«I filosofi, i nemici naturali dei poeti, e gli schedatori fissi del pensiero critico, affermano che la poesia (e tutte le arti), come le opere della natura, non subiscono mutamenti né attraverso né dopo una guerra. Illusione; perché la guerra muta la vita morale d’un popolo, e l’uomo, al suo ritorno, non trova più misure di certezza in un modus di vita interno, dimenticato o ironizzato durante le sue prove con la morte.»

Da Discorso sulla poesia, appendice a Il falso e il vero verde.

«Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
»

Da Ed è subito sera.

‹‹La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve…
 Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell’aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l’uomo grida dovunque la sorte d’una patria.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

 Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
è stanco di solitudine, stanco di catene,
è stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l’eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
mangiano fiori d’acacia lungo le piste
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

 E questa sera carica d’inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori,
un lamento d’amore senza amore.››

Lamento per il sud

«Non maledire, eterno straniero nella tua patria,
e tu saluta, amico della libertà.
Il loro sangue è ancora fresco, silenzioso
il suo frutto.
Gli eroi sono diventati uomini: fortuna
per la civiltà. Di questi uomini
non resti mai povera l’Italia.»

Epigrafe per i partigiani di Valenza.

«Nello spazio dei colli,
tutto inverno, il silenzio
del lume dei velieri:
fredda immagine eterna
navigante! E qui risorge.»

Da Poesie.

Nota:

«L’antimito (o il nuovo mito) di Quasimodo è ora un valore morale e civile entro il quale il singolo possa riconoscersi, integro e psicologicamente, socialmente, politicamente libero.»

Gilberto Finzi

Insignito del premio Nobel nel 1959, il siciliano Salvatore Quasimodo fu uno dei massimi esponenti dell’ermetismo, corrente poetica la cui influenza, anche nelle fasi più mature della carriera del poeta, sarà sempre decisiva. Affronta i temi riguardanti la condizione dell’uomo moderno, alla solitudine e alla guerra; a quest’ultima, soprattutto sono dedicati vari componimenti di condanna. Spesso presente nelle sue opere è il riferimento alla terra natale, la Sicilia, nei confronti della quale nutre sentimenti di amore e odio.

Accanto alla vita da scrittore, Quasimodo condusse un costante impegno politico, che lo condusse a iscriversi al PCI nel 1945 e a non abbandonare mai, fino alla sua morte, l’interesse per la società.

(lm, fg)

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