martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Rula Jebreal (24/04/1973)

«In tutti i Paesi con una democrazia avanzata, nei primissimi articoli delle costituzioni, c’è il diritto alla parola e alla libertà di espressione che caratterizza i popoli liberi ed emancipati e sancisce la differenza tra un regime e un governo democratico. Negli ultimi anni e soprattutto dopo l’11 settembre 2001, il rapporto tra il giornalismo, il potere economico e la politica è diventato ancora più difficile e a mio avviso troppo viziato dalla stretta vicinanza tra mondo politico e mondo giornalistico. Il rischio grave è di compromettere la qualità e la veridicità delle notizie. Ormai è impossibile per un telespettatore e per il lettore di un giornale sapere la verità: rispetto alle informazioni date ci sono sempre repliche e attacchi, a volte durissimi, ai giornalisti, che cercano di screditare quelle notizie, basandosi non su prove concrete, che dimostrano la contrarietà, ma sulla demonizzazione del giornalista. A mio avviso qualsiasi giornalista dovrebbe essere il garante per l’opinione pubblica, quello che deve verificare le notizie accertando che le sue fonti siano attendibili e quello che deve sottolineare la falsità di una notizia.»

Guerre Mediatiche, 2005

«Sempre più spesso trapelano sulla stampa notizie di torture, sequestri di persona, assassini e tutto ciò in nome della libertà e della democrazia. Contro ogni regola del diritto internazionale, vengono commesse quotidiane atrocità contro prigionieri sospettati di legami con i gruppi radicali. Visto che la Costituzione americana rigetta la tortura, i sequestrati vengono segretamente portati nei Paesi mediorientali come l’Egitto, la Giordania o la Siria – Paese canaglia quando non si tratta di cooperazione tra sevizi segreti – dove si possono avere mani libere più ancora che a Guantanamo o ad Abu Ghraib. La degenerazione di questa guerra emerge con ogni evidenza dall’atteggiamento di disprezzo nei confronti della legalità e delle convenzioni internazionali che prende corpo in episodi sempre più numerosi. L’ultimo, documentato da un giornalista embedded, è quello del soldato Usa che, dentro una moschea, ha assassinato un ribelle ferito. Il soldato aveva deciso deliberatamente di mettere fine a una vita umana che in quel momento non rappresentava nessun pericolo.»

Crimini in nome della democrazia, 2004

Nota:

Rula Jebreal è una giornalista e scrittrice palestinese naturalizzata italiana. Inizia la sua carriera come giornalista sulla carta stampata, prima di approdare in televisione dove lavorerà per La7 e Rai. Il suo ingresso nel mondo giornalistico metterà a nudo una certa dose di provincialismo ancora presente nei salotti televisivi italiani: dalla definizione di signora dalla “pelle abbronzata” di Roberto Calderoli, all’epoca Ministro del governo Berlusconi, fino ai commenti sessisti di un non identificato ospite durante Anno Zero. In un paese normale la giovane giornalista palestinese avrebbe meritato la cronaca per lo stile e la passione del suo lavoro e per l’impegno nel raccontare i drammi e le contraddizioni della sua terra, oggetto tra l’altro di due romanzi e di un saggio. 

(rrb)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com