venerdì , 24 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Robespierre (06/05/1758)

«La guerra è sempre il principale desiderio di un governo potente, che vuole divenire ancor più potente. Non ho bisogno di dirvi che è proprio durante la guerra che … il governo copre con un velo impenetrabile i suoi latrocini e i suoi errori. Vi parlerò invece di ciò che tocca più direttamente i nostri interessi. È proprio durante la guerra che il potere esecutivo dispiega la sua terribile energia ed esercita una specie di dittatura, la quale atterrisce la libertà. È durante la guerra che il popolo dimentica le deliberazioni che riguardano i suoi diritti civili e politici.»

Oevres

«L’idea più stravagante che possa nascere nella testa di un uomo politico è quella di credere che sia sufficiente per un popolo entrare a mano armata nel territorio di un popolo straniero per fargli adottare le sue leggi e la sua costituzione. Nessuno ama i missionari armati; il primo consiglio che danno la natura e la prudenza è quello di respingerli come nemici. [...] Voler dare la libertà ad altre nazioni prima di averla conquistata noi stessi, significa garantire insieme la servitù nostra e quella del mondo intero. [...] Sono stati i parlamenti, i nobili, il clero, i ricchi che hanno dato la spinta alla rivoluzione; solo dopo è comparso il popolo. Essi se ne sono pentiti o per lo meno hanno voluto fermare la rivoluzione quando hanno visto che il popolo poteva riconquistare la sua sovranità; ma sono loro che l’hanno cominciata; senza la loro resistenza e i loro calcoli sbagliati la nazione sarebbe ancora sotto il giogo del dispotismo.»

Oevres

«Francesi, rappresentanti, raccoglietevi attorno alla Costituzione.»

Appello pubblicato nel 1792 sul Dèfenseur de la Constitution

«Il potere militare è  stato sempre un terribile ostacolo ala libertà»

Nel 1792 dopo la sanguinosa vittoria francese sugli austriaci a Jemappes

Nota:

Maximilien François-Marie-Isidore de Robespierre è stato un pensatore e politico francese.

«Nacque ad Arras, piccolo capoluogo di provincia del’Artois, nel nord della Francia, il 6 maggio 1758. S’era a un anno o due dalla caduta di Quebec, dalla pubblicazione delle Lettre à d’Alembert di Rousseau e dell’ Essai sur les moeurs di Voltaire; era l’anno in cui Damiens veniva squartato in place de Grève per aver colpito Luigi XV con un coltello a serramanico. […] Egli contestò il diritto del re di dichiarare guerra senza l’espressa approvazione dell’Assemblea,; sostenne il diritto del clero a sposarsi; reclamò la creazione del tribunale penale; si oppose alla pena di morte e chiese che tutti i cittadini maschi, fossero o no proprietari, venissero ammessi alla Guardia nazionale. […] Marx riconobbe che Robespierre e i giacobini avevano avuto un ruolo particolare e necessario da svolgere, in quanto usarono il Terrore per vincolare la nazione alle esigenze di una guerra rivoluzionaria; ma una volta superato il pericolo di un’invasione, essi furono inevitabilmente messi da parte, poiché sostenevano l’idea illusoria e anacronistica che si potesse costruire il nuovo Stato su un modello tratto dall’antichità classica invece di venire a un compromesso con il modello «borghese», meglio adeguato ai tempi. In questo quadro, Robespierre venne presentato non come un eroe né come un malvagio, ma come un utopista che aveva giocato un ruolo storico necessario, anche se limitato. Vedremo che i marxisti nel secolo successivo non rimasero affatto legati a questa interpretazione.»

George Rudé, Robespierre (Robespierre, Portrait of a Revolutionary Democrat), traduzione di Maria Lucioni

(rrb)

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