sabato , 25 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Roberto Rossellini (08/05/1906)

roberto-rossellini

«Non sono un pessimista. Accorgersi del male dove esiste, a mio parere, è una forma di ottimismo».

«Questa Italia infame, capace di fare carne di porco di un personaggio, di un essere umano solo perché è personaggio. Ti inventano addosso ogni vergogna che si portano dentro loro, nell’anima».

Da Roma città aperta (1945)

Da Stromboli terra di Dio (1950)

Nota

«Era un tale affabulatore, che ti metteva nella condizione della bambina che ascolta la favola, la sera, prima di andare a dormire, con gli occhi sgranati, e la bocca spalancata. Lui parlava, parlava: raccontava storie straordinarie. [...] Certo, fisicamente non era bello. Però, quando cominciava a parlare, capivi perché poteva risultare affascinante: era una specie di incantatore di serpenti».

Claudia Cardinale

«Caro Signor Rossellini,

ho visto i suoi film Roma città aperta e Paisà e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo ‘ti amo’, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei».

Ingrid Bergman

Una delle personalità più apprezzate nel mondo del cinema nazionale e internazionale. Grazie al suo modo di concepire la realtà, prediligendo attori non-famosi,  è riuscito a rendere le sue pellicole meravigliose e uniche. Cresciuto nelle sale da presa del padre, si avvicina al cinema verso la metà degli anni ’30. L’esordio dietro la macchina da presa è segnato, nel ’41, da La nave bianca, segmento iniziale di una “trilogia della guerra”. Il 1945 è l’anno di Roma città aperta, capo d’opera ed apripista del neorealismo italiano, seguito da altri due film d’eccezione quali Paisà (1946) e Germania anno zero (1947). Successivamente, con Stromboli terra di Dio (1949) egli dà il via al suo sodalizio artistico con Ingrid Bergman, segnato da tematiche legate alla solitudine dell’individuo e da un linguaggio cinematografico innovatore e seminale. Dopo un periodo di crisi artistica e personale, caratterizzato da un lungo viaggio in India, si dedicherà interamente alla regia di lavori a carattere divulgativo e didattico pensati per la televisione: i prodotti di questa fase risultano però tutti di modesto interesse artistico, con l’eccezione de La presa del potere di Luigi XIV (1967), realizzato per la TV francese. Tornato al cinema, licenzia con Anno uno (1974) e Il Messia (1976) due pellicole che affrontano tematiche già visitate in passato con ben altra forza e convinzione. Poco dopo, il 3 giugno 1977, si spegne a Roma.

Informazioni su Sara Adorno

Classe 1989. Laureanda in lingue si divide tra lavoro e studio. Appassionata di traduzioni, cinema, musica e libri, è un’inguaribile sognatrice. Spera un giorno di addentrarsi nel mondo dell'editoria.

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