venerdì , 18 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Roberto Benigni (27/10/1952)

 

«Quando Clinton chiese a Berlusconi cosa ne pensasse di Mussolini, lui rispose: “Ha fatto delle cose buone”! Ma dico, se neanche di Mussolini si può parlar male, ma che deve fare uno perché si possa parlarne male? Deve stuprare le capre in via Frattina? Che deve fare? Dice “Ha fatto delle cose buone”, certamente: anche Adolf Hitler o Stalin, un ponte, una strada l’avranno fatta! Anche il Mostro di Firenze l’avrà detto “Buongiorno” a qualcuno qualche volta.»

«Ci sono tanti modi di leggere Dante. C’è quello adolescenziale, dell’immedesimazione. C’è quello giovanile, della ricerca dei messaggi, quando ognuno di noi vuol trovare la via per diventare adulto. A me la Commedia è entrata dentro fin da ragazzo. Prima la leggevo come se stessi andando in farmacia, mi curava da tutti i mali. Poi ho imparato ad ascoltarla con innocenza, che per me è il modo giusto, quando la ascoltavo dai contadini, dai vecchi di casa mia. E ho scoperto che Dante ti fa sentire che ci sei solo tu, ti spiega tutti i dettagli, come in una confidenza personale. Quando mi chiedono se è ancora moderno è come se mi chiedessero se è moderno il sole, l’acqua. Io voglio solo trasmettere il fatto che mi piace, che mi dà gioia.»

Da Io, Dante e Gesù Cristo

Quanto t’ho amato, eseguita dal vivo a Sanremo

Benigni racconta l’incontro tra Marx e Dio

da La tigre e la neve

Nota:

«Condannato dal tribunale di Reggio Emilia per bestemmie e turpiloquio contro la Chiesa, Roberto Benigni avrebbe qualche ragione di considerarsi vittima di un’ingiustizia. Proprio il giorno prima la Chiesa riabilitava Martin Lutero, scomunicato ai suoi tempi pressappoco per gli stessi motivi. Come cambia, coi tempi, la sorte degli uomini! È inquietante pensare che Benigni, se fosse vissuto cinquecent’anni fa, sarebbe forse diventato Lutero. Ma addirittura sconvolgente è che Lutero, se fosse nato cinquecent’anni dopo, sarebbe forse diventato Benigni!»

Indro Montanelli

Roberto Benigni è, al giorno d’oggi, uno tra i pochi registi italiani conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. È un peccato, però,che la critica riservi la sua attenzione soltanto alle opere più recenti, dimenticando i primi film del regista fiorentino.

(lm)

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