venerdì , 18 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Robert Frank (09/11/1924)

Trolley, New Orleans, 1955 – Robert Frank “The Americans” – Grove Press, 1959

«Che poesia è questa? Che poesie potrà scrivere un giorno su questo libro di immagini un giovane scrittore nuovo, sballato, chino sulla pagina alla luce della candela per cogliere ogni grigio, misterioso dettaglio della pellicola grigia che ha catturato il vero succo rosa dell’umanità?»

Jack Kerouac, introduzione al libro “The Americans” di Robert Frank – Grove Press, 1959

Parade, Hoboken, New Jersey, 1955 – Robert Frank “The Americans” – Grove Press, 1959

«Frequentavo un gruppo di amici di New York, ignoro a quale gruppo appartenessero. Erano poeti, pittori e fotografi. Come sa, il termine beat è stato coniato successivamente, non so da chi né perché. Per quanto mi riguarda era solo un gruppo di persone con interessi in comune, che apprezzava la reciproca compagnia. In un certo senso erano tutti contro le regole generali dell’epoca, sentivano di potersi comportare diversamente e così facevano, ciascuno a proprio modo. Per loro, essere parte della società non significava necessariamente avere un lavoro. Sembrava che non fosse necessario dover lavorare come le altre persone. Esistevano altre possibilità. Si poteva sognare.»

Intervista di Rong Jiang a Robert Frank, New York, 22 Luglio 2007

Nota:

«Quella folle sensazione in America, quando il sole picchia forte sulle strade e ti arriva la musica di un jukeboxe o quella di un funerale che passa»: parole di Jack Kerouac, che sembrano giustificare sottilmente e con un velo di tristezza la fotografia di Robert Frank. La fotografia on the road, a stelle e strisce, quel bisogno di cogliere una nazione che vive, lavora, soffre e non si piega, trattiene il fiato e non cala il capo. Robert Frank fa della fotografia la sua licenza poetica con cui mostrare l’America agli americani. Lo fa con forza e passione, con lo sguardo crudo e paternale allo stesso tempo, perché lui è figlio ma vuole essere anche padre. Passione che impregna anche la pellicola cinematografica per molti anni; che lo fa poi tornare a quella 35 mm, la pellicola del fotoreporter, quella dall’anima graffiante e sincera.

(db)

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