domenica , 20 agosto 2017
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Buon Compleanno Renzo De Felice (08/04/1929)

 

Renzo De Felice, a destra, col suo amico ed editore Vito Laterza

«Cesare Rossi è un caso […] Debbo dire che pur nel netto rifiuto, nella netta condanna di Mussolini, ho sentito ancora l’eco di un’amicizia, che era stata ovviamente cancellata dalle vicende politiche ma che al fondo rimaneva.»

«Indubbiamente c’è in tutto questo aspetto della tecnica del potere fascista,specie per la parte  che riguarda Mussolini, una concezione ben precisa delle masse, delle folle, che il “duce” ha ereditato da Sorel […] Mussolini era convinto che la funzione carismatica del suo potere si dovesse esprimere attraverso questa forma di contatto con il popolo, di dialogo con il popolo: insomma,il capo da’ la parola d’ordine, entusiasma, mobilita le energie attorno ad essa.»

«Credo che chi legge il mio Mussolini si sia reso conto che, per quanto io cerchi di essere il più sereno e il più obiettivo possibile, ci sono delle persone, delle posizioni che umanamente non riesco a giudicare in maniera del tutto spassionata. Si tratta di una sorta di incomprensione che non è politica ma psicologica, morale. I nazionalisti, quelli del Partito Nazionalista, rientrano in questa categoria, talvolta mi sembrano persino sciocchi, anche se poi devo riconoscere la lucidità dell’intelligenza di Rocco. In un certo senso ho avuto la conferma di questa mia difficoltà a capirli umanamente in una vicenda.

Io mi sono rivolto a tutte le persone alle quali potevo rivolgermi sia per testimonianze sia, principalmente, per documenti. Devo dire che quasi tutti mi hanno mostrato ciò che avevano […] Una sola persona ha rifiutato non solo di farmi vedere le carte, ma anche di incontrarmi, dicendo che non poteva farlo per vari motivi; secondo me erano degli pseudomotivi, e la ragione vera era che eravamo – come mi scrisse -  sulle due sponde opposte della barricata. Quindi una mentalità ancora di scontro, di rifiuto ad un discorso di tipo storico. Vedi caso era un nazionalista, era Federzoni.»

Tutte le citazioni sono tratte da Intervista sul fascismo.

Nota:

Lo storico socialista Renzo De Felice cominciò negli anni ’60 una importante opera di storicizzazione del Fascismo, dei suoi effetti, della sua genesi. Le sue tesi, che hanno interessanti punti in comune con quelle avanzate da Mosse sul Nazismo e con quelle dello storico francese François Furet, tentarono di analizzare in modo scientifico e scevro da pregiudizi di tipo politico il movimento fascista e le caue del suo successo politico. Tale progetto, forse perché avviato in un periodo ancora troppo sensibile al dibattito politico sul regime guidato da Mussolini, venne criticato da tantissimi esponenti e militanti di destra e di sinistra, ma ciò nonostante De Felice continuò a dedicarsi alla sua opera su Mussolini fino al 1996, anno della sua morte.

(lm)

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