martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Renato Guttuso (26/12/1911)

“La pittura è il mio mestiere. Cioè è il mio mestiere ed il mio modo di avere rapporto con il mondo. Vorrei essere appassionato e semplice, audace e non esagerato. Vorrei arrivare alla totale libertà in arte, libertà che, come nella vita, consiste nella verità.”

Renato Guttuso, 1957.

PAESAGGIO

“Dipingere è essere ispirati da ciò che si vede, e si pensa, da ciò che si scopre, può essere un tramonto un albero, un paio di scarpe vecchie o un quadro…”

Fuga dall’Etna

TEATRO

Bozzetto di scena

NATURA MORTA

Fiasco, candela e bollitore

INFLUENZA CUBISTA

Picasso e i suoi personaggi

RITRATTI

Ritratto di Mimise con il cappello rosso

Nota:

Poeta e ancor prima pittore, Renato Guttuso, è uno degli artisti italiani più noti del filone realistico-futurista. Palermitano di nascita, in tutta la sua carriera di pittore, aderisce alle più diverse e nuove correnti artistiche che attecchiscono in Italia negli anni del dopoguerra. Una vita, quella di Guttuso, alla ricerca di una dimora fissa e di una stabilità economica che riesce a trovare solo alla fine della sua carriera: dopo i primi anni di formazione a Palermo, si trasferisce prima a Milano e poi, definitivamente, a Roma. Ma i colori e le immagini del repertorio artistico siciliano rimarranno indelebili in quasi tutte le sue opere, esplicitamente marcate dall’utilizzo del colore caldo, ereditato dalla tradizione meridionale. La pittura paesaggistica, ricca di contenuti realistici, celebra l’incontro tra la fanciullezza spensierata, trascorsa a Palermo, e la maturità romana. Nei paesaggi romani, infatti, l’autore sembra trasferire il calore e i colori della sua Sicilia, senza alterare, però, le immagini di una Roma ormai quasi industriale, lontana da un Mezzogiorno onirico e lontano. Ma sarà il soggiorno a Parigi a dare una svolta alla produzione artistica del pittore palermitano. Nella capitale parigina, infatti, stringerà una forte amicizia con il collega Picasso che spingerà il partigiano Guttuso a recuperare le esperienze artistiche d’oltremare per portarle in un’Italia fascista, ancora impregnata di un futurismo ironico privo di evoluzione. La natura morta e il ritratto sono il risultato di questa collaborazione con l’estero. Inizia un periodo fertile per la sua produzione artistica. Grazie ai numerosi titoli e premi dei quali viene insignito, riesce a collaborare con alcuni fra i teatri italiani più noti, dedicandosi alla creazione della scenografia, e con diverse case editrici per l’illustrazione di opere famose, tra cui la Divina Commedia, edita da Mondadori. Gli ultimi sforzi resteranno incompiuti a causa della morte, ma le sue opere più note sono state raccolte dal figlio negli archivi del Museo Guttuso di Bagheria, cittadina natale.

(mc)

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