lunedì , 21 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Renato Dulbecco (22/02/1914)

«La prego, non mi faccia parlare di filosofia, non l’ho mai amata. La filosofia è soltanto immaginazione, in essa non c’è nulla di obiettivo. 

So che non avremo mai l’immortalità e dico: per fortuna. L’unica immortalità che si meriterebbe di possedere è quella giovanile. Ma siccome ci è negata questa gioia non vedo perché dovremmo vivere per l’eternità da vecchi, quando il fisico e il cervello non funzionano più. Meglio l’addio.
La guerra: “Fui richiamato come ufficiale medico, il mio reggimento stava a Sanremo. Ci spedirono in Russia, fronte del Don, io ero a capo del servizio sanitario. Tra le mie braccia posso dire che ho visto morire decine di ragazzi, sono tornati a casa solo il venti per cento di noi. Arrivavano in condizioni disperate, spesso fatti a pezzi, sangue ovunque, pance squarciate, ferite orribili. Qualcuno mormorava tra le lacrime, “non rivedrò più i miei figli”, e io gli dicevo “ti opereremo subito, ce la farai”, ma sapevo che non c’era proprio niente da fare”. 

Il nazismo: “Credo fosse l’inverno del ’41, ero su un treno che attraversava la Polonia, appena fuori Varsavia il convoglio si fermò nei pressi di un groviglio di binari. Noi soldati scendemmo, vidi un gruppo di persone vestite di nero con una macchia gialla sulla schiena che stavano lavorando sulla ferrovia. Non sapevo nulla, chiesi a un soldato tedesco, mi rispose ridendo: sono ebrei, quando hanno finito qui kaputt. Quel giorno cambiò la mia vita, decisi che non avrei più avuto nulla a che fare con il regime fascista. Una volta rientrato in Italia sono diventato il medico dei partigiani che combattevano sulle montagne di Cuneo”.

…Non ho più conti in sospeso con nessuno. Non sono credente …La scienza ha delle regole. Ma sono le regole della natura e dell’uomo, non della Chiesa».

Da un’intervista a Repubblica, 18 dicembre 2005

«Il Progetto Genoma è stato una grande avventura. È cominciato come il sogno di pochi visionari, è poi stato abbracciato dall’intera comunità scientifica, e ha raggiunto i suoi obbiettivi con la cooperazione di istituzioni pubbliche e private…Il segreto del suo successo comprende molti fattori. Il principale è stata la dedizione assoluta di molti scienziati, che avevano fede di poter raggiungere lo scopo malgrado la scarsezza di mezzi tecnici a disposizione. Rapidamente questi mezzi sonostati sviluppati, come tecnologie nuove e tutte automatizzate, per determinare l’organizzazione del DNA, rintracciarvi i geni, leggere i messaggi che essi contengono e i loro significati. Sono stati usati nuovi indirizzi per determinare l’attività dei geni, esplorando in un atto solo tutto il genoma. Straordinario in questo progresso è stato il contributo dell’informatica.

Inizialmente, lo scopo delle ricerche era di scoprire differenze tra genomi come base della loro individualità; ma, al contrario, il risultato è che tutti i geni di specie diverse mostrano somiglianze considerevoli, molto più che se fossero generate a caso. Per esempio, il 30% delle sequenze del lievito e dell’uomo sono simili… Le somiglianze dimostrano che tutti i geni sono parte di un singolouniverso, indipendentemente dalla specie.

…la mappatura del genoma umano offre la possibilità di nuove importanti conquiste in molti campi della biologia e della medicina. Possiamo sperare, ragionevolmente, di poter presto prevenire le malattie genetiche ereditarie, di diagnosticarle in tempo utile, e di sviluppare terapie che le curino o ne attenuino le conseguenze; possiamo capire meglio le origini e i pericoli di altre malattie, e trovare per esse nuovi metodi di cura, come quello basato sull’uso di cellule staminali per le malattie degenerative; si produrranno nuovi farmaci, non più empirici, ma progettati per modificare l’azione di geni specifici mirati alle necessità di ciascun individuo.

La conoscenza del genoma è una delle grandi speranze dell’umanità.

Tutta la vita è speranza. L’importante è non distruggerla con atteggiamenti dogmatici che impediscono il progredire delle conoscenze. Un esempio è l’accanimento contro le modificazioni genetiche di piante e animali, che nel passato, con mezzi molto semplici, hanno già apportato enormi benefici per l’umanità…»

Da La mappa della vita (2005)

Nota

Renato Dulbecco, calabrese di nascita, si laurea in medicina all’università di Torino a soli 22 anni; chiamato alle armi viene mandato come ufficiale medico in Francia e in Russia. Rimandato in Italia raggiunge le unità partigiane della resistenza. Dopo la guerra si trasferisce negli Stati Uniti; nel 1975 viene insignito del premio Nobel per la medicina per i suoi studi nel campo dell’oncologia umana. Nel 1986 lancia il progetto Genoma.

(rr)

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