martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Raymond Queneau (21/02/1903)

«…Litigavano ora i numeri
in lor solitudine. Ma eccoli
trionfanti vincitori che cavalcano
l’ampiezza del bubbone sforacchiato
del germe che vien fuori dalla crosta
slogata e fuor del fuoco magistrale
della pustola esplosa, e pur dal seme
verticale. Li vedi là minchioni
in lor soddisfazione, e pur coglioni
sulle loro addizioni, sempre tali
nelle lor sottrazioni. Riprodursi
ora li vedi nelle lor moltipliche
e sprofondarsi in ogni divisione:
quindi ingrossare a fondo ben diritti
negli esponenti loro ad adattarsi
sui loro logaritmi molto semplici
e compiacersi in mucchi d’algoritmi.
Oh,  Gioventù, Gioventù, quando l’uno
prendeva a stuzzicare il due, ciò senza
sapere che il suo fottere alla fine
avrebbe estratto il tre, mentre che segni
algebrici addolcinvano lor giochi.
Allora  le eguaglianze riposavano
nel fegato a quel tempo analcoolico
dell’atomo adiposo, allor l’informe
quattro, spermatozoo arciminuscolo,
s’attendea d’accostarsi all’aritmoide
ovulo, al tempo che il pus degli errori
più non colava dalla prova del
nove o da orgoglio contabile.»

Da Piccola Cosmogonia portatile, traduzione di Sergio Solmi.

«Notazioni

Sulla S, in un’ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta.
 Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: “Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito”. Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché.»

«Parole composte

In una trafficora mi buspiattaformavo cumultitudinariamente in uno spaziotempo luteziomeridiano coitinerando con un lungicollo floscincappucciato e nastrocordicellone, il quale appellava un tiziocaiosempronio altavociando che lo piedipremesse. Poscia si rapidosedilizzò.

In una posteroeventualità lo rividi stazioncellonlazzarizzante con un caiotizionio impertinentementenunciante l’esigenza di una bottonelevazione paltosupplementare. E gli perchépercomava.»

Da Esercizi di Stile, traduzione di Umberto Eco

 http://www.violettanet.it/poesiealtro_autori/QUENEAU_1.htm

«Ogni pesce che abbocca bene può
dirsi mangiato. Intanto la farina
dei tonchi va a subire il fiero attacco.
E l’uom mangiando i piccoli croissants
biondi s’ingolla insieme la vertigine
anelloide, e financo la malaria.
Lo scortecciato bruco, e pur la rondine
di piccolissimi esseri volanti
distruggitrice, e perfino il leone
che rosicchia una tigre, come la
giraffa un’erba, negare non possono
d’essere i discendenti della cellula
unica, priva di denti ed imberbe
che scoprì che c’è gusto a divorare
un vivente. Ma come più geniale
ingegnere e superbo fu quel primo
sessuato che lo schizzo proiettò
del proprio sperma sul suo doppio femmina.
Tu Voluttà, amabil drizzatrice
degli umani, che dai un buco agli esseri
per ivi eiaculare, e alle montagne
dai la valle, e dai pure il cilindro
ai pistoni, l’infanta agli elefanti,
alle tigri il Bengala, vacca ai tori,
ed ai cicali doni la cicala,
al sol la notte, ed all’uomo la donna,
gli animali che al lor debito tempo
e luogo per tuo merito assaporano
il pianeta nel qual procreanfottendo.
C’è bene da scommettere che l’uni-
cellulare potuto non avrebbe
prevedere che il metazoario
un così gran piacere avrebbe avuto
arrampicandosi alla sua metà»

Da Piccola cosmogonia portatile, traduzione di Sergio Solmi

Nota:
Genio appartenente al secolo scorso francese , Raymond Queneau, dopo aver fondato il gruppo di ricerca letteraria Oulipo (Ouvroir de Littérature Potentielle, Laboratorio di Letteratura Potenziale) nel 1960, approfondì ancor di più la matematica per farne uso come sorgente di ispirazione in ambito letterario.
Da questo legame strettissimo nasce il lavoro della sua vita, fatto di amicizie letterarie e tentavi, riusciti benissimo possiamo ben dire. Intraducibile per definizione, la sua Opera ha destato l’attenzione di grandi personalità che hanno anche avuto il “coraggio” di tradurlo e studiarlo e interpretarlo.

(as)

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