lunedì , 21 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Raymond Federman (15/05/1929)

Francesca Milaneschi ha tradotto, per La Lepre Edizioni, le opere di Raymond Federman. Si tratta di Chut! Zitto e Il mio corpo in nove parti, entrambe ordinabili sul catalogo online www.lalepreedizioni.com. Oggi, in occasione dell’anniversario della nascita dell’autore franco-americano, ci ha onorati di un asterisco d’autore su Raymond Federman. 

Buon Compleanno Raymond Federman di Francesca Milaneschi

            Definito dalla critica “il più americano degli scrittori francesi”, Raymond Federman – romanziere, poeta e critico, professore emerito di Letterature comparate dell’Università di Buffalo – nasce a Parigi nel 1929 da una famiglia ebraica di modeste condizioni e scampa alla deportazione nei campi di sterminio che colpisce invece il padre, la madre e le due sorelle nel corso dei rastrellamenti nazisti, durante la tristemente famosa “Rafle du Vel’ d’Hiver” del 1942. Nel 1947 parte dalla Francia per New York, portando con sé come unico bagaglio la lingua francese, oltre alla memoria dell’“imperdonabile enormità” della Storia che ha travolto e cancellato la sua famiglia, deportata e sterminata ad Auschwitz.

            Federman giunge alla scrittura piuttosto tardi, dopo una prima giovinezza spesa – come sanno i lettori dei suoi romanzi – nel tentativo di sopravvivere alla crudezza del proprio destino e nel duro adattarsi al mondo, anche linguisticamente del tutto estraneo, dell’America del secondo dopoguerra. Dopo le prime esperienze in fabbrica a Detroit, la scuola serale che frequenta con la gente di colore, dove ottiene il diploma e intanto impara a suonare il sax, nel 1951 Federman è già arruolato nell’esercito americano, soldato paracadutista dell’82esima divisione di stanza in North Carolina, accampamento di Fort Bragg, circondato da «grassi e brutti montanari».

            Così una domenica prende a camminare, da solo, sotto una pioggia incessante, e s’infila depresso in un cinema. Proiettano un film sulla seconda guerra mondiale, uno di quei film proiettati apposta «per ispirarci ad essere migliori assassini».

            Federman lo sa già bene, cos’è la seconda guerra mondiale. Lo sa soprattutto a partire dal luglio 1942: il 16 e il 17 luglio, al “Vélodrome d’Hiver” di Parigi, più di 8.000 ebrei, di cui più di 4.000 bambini, vengono ammassati nell’attesa di essere deportati dopo una retata  organizzata dalla stessa polizia francese e disposta delle autorità occupanti naziste, secondo la circolare n° 173-42 datata 13 luglio 1942.

            Prima della “Rafle”, il dodicenne Raymond Federman aveva infatti un padre, una madre, una sorella maggiore, Sarah, e una più piccola, Josephine.

            Quel film, quella domenica, quella solitudine nell’esercito, poi tanto spesso protagonista delle pagine del romanzo prediletto di Federman – Take It or Leave It – sono all’origine del momento drammatico, ed epifanico insieme, in cui gli si svela la propria vocazione di scrittore. Ecco le parole con cui ricorda quel momento in un’intervista rilasciata a Mark Amerika:

“Insomma, entrai in quel cinema e non so perché, ma all’uscita ero così depresso, ma anche così commosso dal film che avevo visto, e vorrei riuscire ricordarmi il titolo del film, perché cominciai a piangere sotto la pioggia e fu allora, proprio allora, sotto la pioggia, una domenica, a Fort Bragg, nel 1951, credo fosse dicembre, o qualcosa del genere, perché nel gennaio 1952 mi spedirono in Corea a combattere la guerra, sperando che mi uccidessero, così non avrebbero mai dovuto pagarmi la pensione e allora fu così, proprio lì, da un momento all’altro, con le lacrime che mi scendevano sulle guance e si mescolavano alle gocce di pioggia che decisi, accidenti, diventerò un famoso scrittore”.

(tutte le traduzioni sono di Francesca Milaneschi)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com