domenica , 24 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Pietro Nenni (09/02/1891)

«Senonché la riserva più grave si deve fare sull’aspetto politico del piano Marshall. Negare il carattere politico del Piano è da stolti e da incoscienti. Gli americani si guardano bene dal farlo. Il signor Harriman, nel rapporto sul piano Marshall al congresso americano, afferma che l’interesse degli Stati Uniti in Europa non può essere misurato in termini economici ma è, anche, un interesse strategico e politico. D’altro canto il dibattito sul Piano in America è fondato su una equivalenza piuttosto che su un dilemma: o il congresso vota i fondi per l’attuazione del Piano oppure dovrà votare il raddoppio delle spese militari, onde mettere gli Stati Uniti in condizioni dì garantire per altre vie e con altri mezzi la sua sicurezza. Né noi siamo qui per erigerci a giudici dell’opinione americana. Solo l’America è giudice dei suoi reali interessi e noi ci guardiamo bene dall’intervenire coi nostri consigli e coi nostri ammonimenti negli affari di un Paese che ha raggiunto brillantemente la sua maturità. Neppure ci impancheremo a giudici del governo laburista inglese che ha preso l’iniziativa del blocco politico militare dell’Occidente, lasciando ai lavoratori inglesi di apprezzare la politica del loro governo. Ciò che come socialisti, come democratici, come italiani abbiamo il dovere di dire all’America, all’Inghilterra alla Francia è che non possiamo ricominciare una politica di potenza dalla quale siamo appena usciti con la distruzione fisica e con la distruzione morale del Paese. Che cosa significherebbe per l’Italia aderire al blocco occidentale? Per l’Italia aderire al blocco occidentale significherebbe, nel caso deprecato della terza guerra, che questa si combatterebbe nella Valle Padana, si combatterebbe nelle nostre pianure, e ai piedi delle nostre montagne con la conseguente distruzione delle città che non saremmo in condizione di difendere. L’adesione al blocco significherebbe che i nostri porti diventerebbero depositi e bersaglio di bombe, anche di bombe atomiche. L’adesione al blocco occidentale comporterebbe per la nostra gioventù la condanna virtuale a servire da carne da macello per una guerra di interessi stranieri, come ciò è successo dal 1940 al 1945. Noi sappiamo cosa significa diventare l’antimurale della così detta civiltà. Lo siamo stati anche di recente e sappiamo come queste cose finiscono».

Discorso tenuto in piazza Duomo a Milano il 14 marzo 1948

«Arriviamo a Terracina dopo ore di viaggio. Bandiere alle finestre, striscioni acclamanti l’esercito, scritte di ” Viva Badoglio”: è il solito volto dell’Italia festeggiante; l’Italia che non mi piace, quella che ha sempre pronto l’ applauso per ogni vincitore [...]. Anche qui è tutto da rifare».

Diari

«Quando vennero i momenti difficili del ’64 con le tensioni intorno alla tollerabilità dei socialisti nel governo e Nenni si trovò di fronte all’alternativa se restare o mollare davanti al “rumore di sciabole”, scelse di salvare la democrazia, rimanendo al governo. Un momento decisivo e un comportamento quello di Nenni tanto più importante perché invece Togliatti non capì o forse ritenne di non capire che questa era la scelta giusta. Mi ricordo quel luglio, Nenni seduto su una panchina alla Camilluccia ad aspettare la decisione dello stato maggiore dc, l’umiliazione di un leader come lui, il suo orgoglio interiore e la lungimiranza che gli permise di aprire una stagione che ha radicato la democrazia e preparato la strada alle riforme che vennero negli Anni Settanta».

Giuliano Amato ricordando Nenni e il primo centrosinistra

Nota
Pietro Nenni è stato un politico e giornalista italiano. Iniziò la sua carriera politica nel Partito Repubblicano Italiano per poi fondare il Fascio di Combattimento di Bologna e abbandonare tutto intraprendendo la carriera nel Partito Socialista, proprio mentre Antonio Gramsci maturava la scissione dell’ala comunista. Fu uno dei dirigenti di riferimento durante la lotta antifascista: esiliato in Francia, commissario politico nelle Brigate Internazionali durante la guerra civile spagnola nonchè membro delle Brigate Garibaldi nella Resistenza. Nel dopoguerra inaugurò la politica del frontismo col PCI, causa di una scissione interna al suo stesso partito, che poi ricucì dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria.  Appoggiò la battaglia per il referendum sul divorzio nel 1974. Uomo dall’altissimo profilo politico ed istituzionale ricoprì diversi incarichi governativi. Il giorno dopo la sua morte  l’Avanti! pubblicò l’ultimo articolo a sua firma dal titolo “Rinnovarsi o perire”. Dopo di lui sarebbe arrivato il craxismo.

(rrb)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com