domenica , 20 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Pietro Metastasio (03/01/1698)


«DIDONE. Non ha ragione, ingrato,

un core abbandonato

da chi giurogli fé?

Anime innamorate,

se la provaste mai,

ditelo voi per me!

Perfido! tu lo sai

se in premio un tradimento

io meritai da te.

E qual sarà tormento,

anime innamorate,

se questo mio non è? »

(da Didone abbandonata, atto I, scena XVII)


«ENEA. E soffrirò che sia

sì barbara mercede

premio della tua fede, anima mia!

Tanto amor, tanti doni…

Ah! pria ch’io t’abbandoni,      

pèra l’Italia, il mondo,

resti in oblio profondo

la mia fama sepolta,

vada in cenere Troia un’altra volta.

Ah! che dissi! Alle mie  

amorose follie,

gran genitor, perdona: io n’ho rossore.

Non fu Enea che parlò, lo disse Amore.

Si parta… E l’empio Moro

stringerà il mio tesoro?

No… Ma sarà frattanto

al proprio genitor spergiuro il figlio?

Padre, amor, gelosia, numi, consiglio!

   Se resto sul lido,

se sciolgo le vele,   

infido, crudele

mi sento chiamar.

   E intanto, confuso

nel dubbio funesto,

non parto, non resto,     

ma provo il martìre

che avrei nel partire,

che avrei nel restar. »

 (da Didone abbandonata, atto I, scena XVIII)


«MEGACLE

Doglia improvvisa

le oppresse i sensi.

LICIDA

E tu mi lasci?

MEGACLE

(partendo come sopra)

Io vado…

(tornando indietro)

Deh pensa ad Aristea. (partendo)

(Che dirà mai

quando in sé tornerà? Tutte ho presenti

tutte le smanie sue.)

(si ferma) Licida, ah senti.

MEGACLE

Se cerca, se dice:

«L’amico dov’è?».

«L’amico infelice»

rispondi, «morì».

Ah no! sì gran duolo

non darle per me:

rispondi ma solo:

«Piangendo partì».

Che abisso di pene

lasciare il suo bene,

lasciarlo per sempre,

lasciarlo così! (parte)»

(da Olimpiade, atto II, scene IX-X)

Nota:

Pietro Metastasio (il cui vero cognome era “Trapassi”) venne scoperto da uno dei fondatori dell’Accademia dell’Arcadia, Giovanni Vincenzo Gravina – fu lui a ‘grecizzare’ il cognome del poeta – il quale gli permise di inserirsi all’interno dell’Accademia e quindi nel panorama letterario italiano. Metastasio si distinse in particolar modo per la composizione di libretti d’opera, alla quale si accostò soprattutto grazie all’ambiente napoletano (dal fervido panorama operistico) e venne consacrato al successo dal suo primo melodramma, Didone abbandonata. Il successo che ne conseguì fu dovuto con buone probabilità alla facilità e alla melodiosità delle sue arie, fondamentali – per il nostro librettista – per concretizzare la varietà dell’azione e necessarie poiché attribuibili al modello dei Greci, i quali “a seconda delle passioni davano occasione a quella musica periodica che distingue le arie dal resto: onde si sono sempre distinti i cantici da’ diverbi, come si distinguono ora le arie da’ recitativi” (da una lettera del poeta a Daniel Schlieber del 7 maggio 1767). Merito del poeta fu quindi quello di ridare autorità alla componente letteraria del melodramma (svalutata da Rinuccini in poi) riuscendo così a trovare una simbiosi perfetta tra parola e musica.

(ag)

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