giovedì , 14 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Pietro Aretino (20/04/1556)

 

«Il mio parere è che tu faccia la tua Pippa puttana: perché la monica tradisce il suo

consagramento; e la maritata assassina il santo matrimonio; ma la puttana non la attacca né al

monistero né al marito: anzi fa come un soldato che è pagato per far male, e facendolo non si

tiene che lo faccia, perché la sua bottega vende quello che ella ha a vendere; e il primo dì che

uno oste apre la taverna, sanza metterci scritta s’intende che ivi si beve, si mangia, si giuoca,

si chiava, si riniega e si inganna: e chi ci andasse per dire orazioni o per digiunare, non ci

troveria né altare né quaresima. Gli ortolani vendono gli erbaggi, gli speziali le speziarie, e i

bordelli bestemmie, menzogne, ciance, scandoli, disonestà, ladrarie, isporcizie, odi,

crudeltade, morti, mal franciosi, tradimenti, cattiva fama e povertà ma perché il confessore è

come il medico, che guarisce più tosto il male che si gli mostra in su la palma che quello che

si gli appiatta, vientene seco alla libera con la Pippa, e falla puttana di primo volo: che a

petizione di una penitenzietta, con due gocciole di acqua benedetta, ogni puttanamento andrà

via dell’anima; poi, secondo che per le tue parole comprendo, i vizi delle puttane son virtù.»

Da Ragionamento della Nanna e della Antonia

«NANNA. Pon giuso la superbia, ponla giuso dico: perché se non muti vezzi, Pippa, se non gli muti,

non arai mai brache al culo, perché oggidì è tanta la copia de le puttane, che chi non fa miracoli

col saperci vivere non accozza mai la cena con la merenda e non basta lo esser buona robba, aver

begli occhi, le trecce bionde: arte o sorte ne cava la macchia, le altre cose son bubbole.»

Dal Dialogo nel quale la Nanna insegna a la Pippa

 

«Fottiamci, anima mia, fottiamci presto

perché tutti per fotter nati siamo;

e se tu il cazzo adori, io la potta amo,

e saria il mondo un cazzo senza questo.

E se post mortem fotter fosse onesto,

direi: Tanto fottiam, che ci moiamo;

e di là fotterem Eva e Adamo,

che trovarno il morir sì disonesto.

- Veramente egli è ver, che se i furfanti

non mangiavan quel frutto traditore,

io so che si sfoiavano gli amanti.

Ma lasciam’ir le ciance, e sino al core

ficcami il cazzo, e fà che mi si schianti

l’anima, ch’in sul cazzo or nasce or muore;

e se possibil fore,

non mi tener della potta anche i coglioni,

d’ogni piacer fortuni testimoni»

Da Sonetti Lussuriosi

«Questo cazzo vogl’io, non un tesoro!

Questo è colui, che mi può far felice!

Questo è proprio un cazzo da Imperatrice!

Questa gemma val più ch’un pozzo d’oro

Ohimè, mio cazzo, ajutami, ch’io moro

e trova ben la foia in matrice:

in fin, un cazzo picciol si disdice,

se in potta osservar vuole il decoro.

- Padrona mia, voi dite ben il vero;

che chi ha piccol il cazzo e in potta fotte

meritera d’acqua fredda un cristero.

Chi n’ha poco, in cul fotti dì e notte:

ma chi l’ha come ch’io spietato e fiero,

sbizzarrischisi sempre colle potte.

- Gli è ver, ma noi siam ghiotte

del cazzo tanto, e tanto ci par lieto,

che terrem la guglia tutta drieto.»

Da Sonetti Lussuriosi

«Dubbio I

Porzia fedel s’avea fatto chiavare

molt’anni col consenso del marito,

ma perchè acute; non potè grave; mai figli fare,

ell’era da ciascun mostrata a dito:

un astuto villan fece chiamare

e fe’ di figli un numero infinito;

or il marito l’ha per vituperio,

utrum possa accusarla d’adulterio?

Risoluzione I

La legge adulter singulare, testo,

dice ad legem Juliam de adulterio:

quando il marito non accusi presto

la moglie, che gli fa tal vituperio

e sa ch’ella molt’anni in disonesto

modo si da grave; con altri refrigerio,

più grave; non la può grave; de crimine accusare

e a tutta briglia si può grave; far chiavare.»

Da Dubbi Amorosi

Nota:

Pietro Aretino rappresenta un autentico caso letterario nel contesto letterario del 1500. I suoi irriverenti sonetti e i suoi dialoghi, parodie di opere come Il Cortigiano e Il Galateo, rivisti però come una sorta di codici di comportamento per prostitute, si riallacciano alla tradizione poetica latina legata a poeti come Catullo e Marziale, furono dei veri e propri best-seller ante litteram, arrivando a essere ristampati centinaia di volte.

(lm)

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