venerdì , 15 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Ottaviano Augusto (23/09/63 a.C.)

«Mandai in esilio quelli che trucidarono mio padre punendo il loro delitto con procedimenti legali; e muovendo poi essi guerra alla repubblica li vinsi due volte in battaglia.» 

«Combattei spesso guerre civili ed esterne in tutto il mondo per terra e per mare; e da vincitore lasciai in vita tutti quei cittadini che implorarono grazia. Preferii conservare i popoli esterni, ai quali si poté perdonare senza pericolo, piuttosto che sterminarli. Quasi cinquecentomila cittadini romani in armi sotto le mie insegne; dei quali inviai più di trecentomila in colonie o rimandai nei loro municipi, compiuto il servizio militare; e a essi tutti assegnai terre o donai denaro in premio del servizio. Catturai 600 navi oltre a quelle minori per capacità alle triremi.»

«Il tempio di Iano Quirino, che i nostri antenati vollero che venisse chiuso quando fosse stata partorita la pace con la vittoria per tutto l’impero Romano per terra e per il mare, prima che io nascessi, dalla fondazione della città fu chiuso in tutto due volte, sotto il mio principato per tre volte il senato decretò che dovesse essere chiuso.»

Res Gestae Divi Augusti, Ottaviano Cesare Augusto

«Egli adornò pure ed abbellì Roma in modo adeguato alla potenza e grandezza del suo impero, così da potersi giustamente vantare di lasciare in marmo la città che aveva trovata di mattoni. D’altra parte vi fece fare tali innovazioni, per le quali essa non dovesse essere più esposta né al fuoco né all’inondazione del Tevere: infatti, dopo aver compartita Roma in regioni e quartieri, istituì in tutta la città vigili del fuoco, notturni e diurni, e, per raffrenare le inondazioni del Tevere, ne allargò il letto e lo fece purgare dai detriti e sassi che lo ricoprivano. Egli inoltre fece a sue spese lastricare la Via Flaminia da Roma sino a Rimini, mentre la cura delle strade pubbliche affidò a quei cittadini che avevano avuto l’onore del trionfo, affinché le facessero lastricare col frutto dei loro bottini di guerra. Per tal modo il cammino fu più facile per chi andava o veniva a Roma. »

«D’altra parte rimise in onore antiche cerimonie sacre, andate in disuso per negligenza; ed altre riformò, così che non si prestassero a licenze e disordini. Dopo gli Déi immortali onorò e venerò sopra tutto la memoria dei grandi generali, per l’opera ed il valore dei quali il dominio di Roma da piccolo era divenuto grandissimo: pertanto innalzò a ciascuno di loro una statua in abito trionfale nei portici del Fòro da lui edificato. »

Vita di Cesare Augusto, da Vita dei Cesari, Caio Svetonio Tranquillo

Nota:

Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto (quest’ultimo, titolo concessogli dal Senato) , pronipote e figlio adottivo di Giulio Cesare, fu il primo Imperator di Roma.

Riuscì a prendere le redini di Roma dopo l’uccisione del padre adottivo e a condurla verso un lungo periodo di pace, la cosiddetta pax augusta. Egli si curò di promuovere l’arte e la cultura, grazie soprattutto all’aiuto di Mecenate; si occupò della ricostruzione della città e di grandi monumenti giunti sino ai nostri giorni; compì un’opera di urbanizzazione nelle varie colonie dell’impero. Insomma, sotto il suo impero Roma visse una stagione di grande splendore.

(fg)

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