sabato , 25 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Oskar Schindler (28/04/1908)

«…questa è la storia del trionfo del bene sul male, in termini misurabili, statistici, inconfutabili. Quando, per contro, si riferiscono i prevedibili successi che il male solitamente ottiene, è facile essere astuti e penetranti ed evitare di cadere nel sentimentalismo. È facile dimostrare come inevitabilmente il male si impadronisca della sostanza di una storia, anche se il bene potrebbe emergere con dei fattori imponderabili, quali la dignità e l’autovalutazione. La fatale malvagità umana è la materia prima dei narratori e il peccato originale è il liquido amniotico degli storici. Ma dover scrivere della virtù è un’impresa rischiosa.

In effetti, «virtù» è un termine pericoloso che dobbiamo affrettarci a spiegare: Herr Oskar Schindler, che rischiava le sue lucidissime scarpe sul marciapiede ghiacciato di quell’antico ed elegante quartiere di Cracovia, non era un giovanotto virtuoso nel senso che si dà solitamente alla parola. Nella stessa città conviveva con la sua amante tedesca e teneva in piedi una lunga relazione con la segretaria polacca. Sua moglie Emilie aveva scelto di vivere la maggior parte del tempo in patria, ovvero in Moravia, anche se qualche volta andava in Polonia a trovarlo. Bisogna dire, a onore di Oskar, che con tutte le sue donne era un amante gentile e generoso. Ma, nella comune accezione di “virtù”, questa non è una giustificazione.»

«Non sappiamo in quali condizioni di spirito Oskar Schindler trascorse quel 13 marzo, l’ultimo e peggiore giorno del ghetto. Quando i suoi operai ritornarono in fabbrica sotto la scorta delle guardie di P?aszòw, lui era di nuovo disposto a raccogliere dei dati da passare al dottor Sedlacek quando avesse fatto la prossima visita. Scoprì attraverso i prigionieri che lo Zwangsarbeitslager P?aszòw – com’era noto nel linguaggio burocratico delle SS – sarebbe stato il regno dell’irrazionale. Goeth aveva già dato sfogo al suo malanimo verso gli ingegneri lasciando che le guardie picchiassero Zygmunt Grünberg fino a ridurlo in coma e lo portassero così tardi all’infermeria presso il campo delle donne che la sua morte era assicurata. Dai prigionieri che consumavano la loro abbondante zuppa di mezzogiorno alla DEF, Oskar venne a sapere che P?aszòw non veniva usato solo come campo di lavoro, ma anche come luogo di esecuzione. Anche se in tutto il campo si sentivano riecheggiare gli spari, alcuni prigionieri in particolare erano stati testimoni delle esecuzioni.»

Entrambi paragrafi sono tratti da La lista di Schindler di  Thomas Keneally, Traduzione di Marisa Castino

Nota:

Oskar Schindler è stato un imprenditore tedesco. Un raro caso di umana e gratuita dedizione che riuscì a salvare oltre un migliaio di ebrei durante il secondo conflitto mondiale, meritandosi nel 1967 il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni da un apposita commissione Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime ebree dell’Olocausto. Uomo simbolo di una generazione di tedeschi che si opposero al nazismo, la sua storia è stata raccontata nel romanzo La Lista di Schindler dello scrittore Thomas Keneally. La ricostruzione minuziosa della vita di Oskar si è basata sui colloqui con cinquanta persone, sopravvissute grazie al suo intervento, sulla visita alle località più importanti che figurano nel libro e su documenti e altre informazioni fornite dai pochi compagni di Oskar ancora rintracciabili, che hanno diviso la sua esperienza del periodo bellico, e dai suoi numerosi amici del dopoguerra. La fama mondiale delle sue gesta arrivò in seguito all’omonima riduzione cinematografica del romanzo di Keneally, che valse a Steven Spielberg gli Oscar per miglior film e miglior regia. L’esempio di Oskar, il più eclatante ed il più celebre, si accosta a quello di tanti altri piccoli eroi del secondo conflitto mondiale che, rischiando la propria esistenza, si prodigarono per limitare le stragi di quegli anni.   

(rrb)

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