mercoledì , 18 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Nilde Iotti (10/04/1920)

L’infanzia a Reggio Emilia

«…quel dover campare con poche lire, portando addosso per otto anni il cappotto rovesciato di mio padre…»

poi Milano

«…vivevo in un abbaino di fronte alla Scala; mia madre mi dava cinque lire al giorno per mangiare: due uova al tegamino o un piatto di riso al burro in latteria».

 «L’Assemblea Costituente (…) deve inserire nella nuova Carta Costituzionale l’affermazione del diritto dei singoli, in quanto membri di una famiglia o desiderosi di costruirne una, ad una particolare attenzione e tutela da parte dello Stato»
 

«Uno dei coniugi poi, la donna, era ed è tuttora legata a condizioni arretrate, che la pongono in stato di inferiorità e fanno sì che la vita familiare sia per essa un peso e non fonte di gioia e aiuto per lo sviluppo della propria persona. Dal momento che alla donna è stata riconosciuta, in campo politico, piena eguaglianza, col diritto di voto attivo e passivo, ne consegue che la donna stessa dovrà essere emancipata dalle condizioni di arretratezza e di inferiorità in tutti i campi della vita sociale e restituita ad una posizione giuridica tale da non menomare la sua personalità e la sua dignità di cittadina».

Dalla Relazione predisposta nel 1946 in qualità di membro della “Commissione dei 75”

Con Palmiro Togliatti, il giorno dell’attentato

Stavamo uscendo da un portone secondario della Camera, erano le 11,35 di una calda mattina… «C’era una seduta senza interesse. Il discorso fu: si può prendere un gelato da Giolitti e andare a casa. Siccome a Togliatti piaceva camminare, uscimmo dall’ingresso oggi riservato ai giornalisti, allora ai familiari dei deputati, senza informare la Vigilanza. “La avvertiamo dopo”, disse. E c’era un signore, con i capelli piuttosto biondi.< Pallante > Io vagamente me ne accorsi e fui stordita dallo scoppio di uno sparo.  Al secondo Togliatti cadde sulle ginocchia, il primo non l’aveva raggiunto. Ma nella memoria sento soltanto i colpi di pistola. Era tutto immobile. Mi buttai su Togliatti e gridai: “Arrestatelo”. Pallante cercò di sparare di nuovo: non potè mirare bene. … Il colpo alla nuca rimase lì. Prese la forma dell’osso, diventò un fungo. Grave era stato quello penetrato nella cavità polmonare».

  «Tra l’ambulatorio della Camera e l’autoambulanza, Togliatti incontrò Edoardo D’Onofrio e Scoccimarro. Disse: “State attenti, non perdete la testa”. Immaginava che ci sarebbe stata una protesta violenta. Infatti ci fu. Il gruppo dirigente del Pci dovette faticare a far passare quella parola d’ordine: vennero tirate fuori dai nascondigli murati le armi della Resistenza.

Una fatica non da poco. La parola “smuriamo” era la più diffusa. Malgrado Togliatti, quando aveva invitato a consegnare le armi, avesse molto insistito. Dicendo, non in pubblico: “Le armi di una rivoluzione non servono mai a un’altra. Vanno ogni volta conquistate”».

da un’intervista del Luglio 1998 – Archivio del Corriere della sera

 …ognuno in un momento così difficile deve fare la sua parte, «e “la sua parte”, per le cariche dello Stato, è scritta nella Costituzione, guai a metterlo in discussione…. Solo quando la Costituzione sarà cambiata, qualcuna delle cariche dello Stato dovrà seguire un’ altra Costituzione. Finchè c’è questa bisogna stare nei poteri stabiliti da questa Costituzione».

da un’intervista del Marzo 1992Archivio del Corriere della Sera

Nota

Leonilde Iotti, detta Nilde, emiliana,  è stata la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei deputati nel Parlamento italiano. Occupò lo scranno più alto di Montecitorio per tre legislature, dal 1979 al 1992. Partecipò attivamente alla Resistenza e aderì ai Gruppi di Difesa della Donna, formazione antifascista del PCI. Dopo la fine della guerra entrò nell’Assemblea Costituente e fece parte della Commissione dei 75, incaricata della stesura della Costituzione. Eletta parlamentare nel 1946, sedette sui banchi di Montecitorio ininterrottamente fino al 1999, anno della sua morte.

(rr)

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