martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Nikolaj Vasilevic Gogol (20-03-1809)

«Due minuti dopo, effettivamente, il naso uscì. Indossava un’uniforme ricamata in oro, con un grande colletto rigido; aveva pantaloni scamosciati e la spada al fianco. Dal cappello con le piume si poteva dedurre che si considerava in possesso del grado di consigliere di stato. Guardò da entrambe le parti, gridò al cocchiere «andiamo!» salì in carrozza e partì».

da Il naso

«Hm! che strano cognome! E questo signor Nasov vi ha derubato d’una somma ingente?»
«Naso… cioè… no, non avete capito! Il naso, il mio naso è sparito chissà dove. Il diavolo si è beffato di me!»
«Ma in che modo è sparito? C’è qualcosa che non riesco a capire, qui.»
«E io non posso dirvelo in che modo, ma l’essenziale è che adesso lui va in giro per la città e si dice consigliere di stato. E perciò io vi prego di pubblicare che chi lo cattura me lo riporti immediatamente nel più breve tempo possibile. Giudicate voi stesso, come posso stare senza una parte così, visibile del corpo?» da Il naso

«Nell’androne d’una locanda della città di N., capoluogo di governatorato, entrò una graziosa, piccola vettura a molle, di quelle in cui viaggiano gli scapoli: tenenti colonnelli a riposo, capitani in seconda, proprietari di campagna che possiedono un centinaio d’anime di contadini: in una parola, tutti quelli che si dicono signori di mezza taglia».
da Le anime morte, trad. di A. Villa

 

Nota:

Primo scrittore del realismo russo, esordisce con racconti pieni di calore e fantasia ispirati al folklore ucraino, con personaggi come il cosacco Taras Bulba. Col tempo lo stile si fa più satirico, le ambientazioni più grottesche,  l’umanità sempre più desolante.

“Siamo usciti tutti dal cappotto di Gogol” affermò Dostoevskij celebrando uno dei racconti più tristemente famosi insieme a “Il naso” centrato, questo, sull’assurda quanto affannosa giornata di ricerche da parte di un funzionario che un bel mattino si accorge di aver perduto il suo naso.

“Le anime morte” è il capolavoro con cui Gogol mette a nudo la sofferenza del popolo russo e lo squallore morale di avidi proprietari terrieri, tramite la figura di Cicikov, truffatore che vuol acquistare a buon prezzo le “anime morte”, servi e contadini appena defunti e non ancora cancellati dai registri anagrafici dei vivi.

(sd)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com